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lunedì 23 luglio 2018

Chiaroveggenza

La chiaro-veggenza non è altro che il grado in cui un individuo dà il permesso al proprio occhio interiore di vedere.
La capacità di dissolvere la nebbia che separa dalla realtà, che si tratti di persone, eventi, oggetti o altro.
Il terzo occhio non si può chiudere.
L'Anima non dorme mai anche se conosce la natura del sonno.
Non ne ha bisogno.
Quella di vedere chiaramente è una decisione.
Se si decide di vedere chiaramente, l'Anima ci guiderà lungo il sentiero della dissoluzione della nebbia che generiamo per non vedere, o per avere compagni di una visione comune.
Meno spazio occupa la nebbia e più sono le informazioni a cui si ha accesso.
Chi arriva a dissolvere la sorgente della nebbia, raggiunge uno stato di visione chiara permanente. Chiara nel presente, nel passato e nel futuro.
La dissoluzione non è una battaglia.
Piuttosto una decisione di riappacificazione.
Innanzitutto con la nostra possibilità di vedere, e poi con quello che guardiamo.
E' tutta una questione di permesso,
ossia di fiducia.

martedì 17 aprile 2018

L'Appeso





Cambiare prospettiva. 
Spesso basta così poco. 
Molte preoccupazioni, ansie, paure, arrabbiature sono solo questione di prospettiva. 
Quando si guarda un qualcosa attraverso un filtro mentale, un pensiero fisso, si è appesi, legati a testa in giù ad una determinata idea. 
Il punto di vista dell'Appeso è una forzatura in quella posizione, un aggiustamento scomodo di tutto il suo essere che impedisce qualsiasi movimento, per riuscire a guardare"meglio". 
Quest' osservazione può essere interessante se l'Appeso, quasi per gioco, rimane in questa posizione per poco tempo: il tempo necessario per vedere un determinato lato della situazione. 
Ma se il suo stare il quella posizione fosse troppo serio, la testa diventerebbe sempre più pesante, la coscienza sempre meno presente, la paura sempre più grande. Sarebbe quasi un auto-castigo. 
Infatti anticamente esisteva sia un gioco, in cui si era appesi ad una corda a testa in giù, dondolando per pochi minuti, sia la punizione, molto più prolungata e tortuosa (se non addirittura fino alla morte). 
Quando siamo l'Appeso possiamo scegliere quando rimettere i piedi a terra, lasciando che l'ipotesi "peggiore" o per assurdo rimanga tale: una semplice ipotesi, un semplice pensiero che non deve togliere spazio alla realtà, ma essere una breve parentesi. 

giovedì 12 aprile 2018

L'Eremita e il perdono


L'Eremita è una persona che tenta di fare luce sul passato, con le spalle rivolte al futuro. 

A chi non è mai capitato di essere Eremita? 
Un evento, o una serie di eventi di cui non ci si riesce a fare una ragione, a cui non si riesce a dare una spiegazione, raggelano il cuore, lasciando quell'unico lume artificiale tra mani: il lume dell'esperienza vissuta, che al negativo può generare ombre sulle pareti del cuore, rinchiudere un essere in uno stato di isolamento dal mondo esterno. Al positivo può permettere di ricavare nel passato un insegnamento utile per il futuro.

L'Eremita è un bambino interiore che tiene il broncio alla vita a causa di alcuni vissuti, a livello conscio o meno. 

Chi ha vissuto un forte lutto, oppure ha visto una parte del mondo che non ha accettato, diventa, transitoriamente o meno, Eremita.

La necessità reale dell'Eremita è riappacificarsi con se stesso e con gli altri, ossia, perdonare se stesso e gli altri. 


Molto spesso questa carta è collegata nello specifico a problematiche con chi non fa più parte della vita del consultante, a volte addirittura defunto.


Ringraziare le esperienze nella loro integrità: le persone coinvolte, perdonare se stessi per non essere riusciti a creare esiti diversi, perdonare gli altri, per essersene andati (in qualsiasi senso) o essersi comportati in un determinato modo, donare un po' di luce di Guarigione a quelle esperienze dentro di noi nel presente, ci permette di lasciarle andare, sciogliendo la neve sotto i piedi dell'Eremita.

Il lume della ragione condizionata spesso prende le distanze dal cuore, portando fuori strada. 






mercoledì 21 febbraio 2018

Cartomanzia...

Quanto è grande il ruolo dell'immaginazione... prima di entrare dentro ad una realtà, prima di vivere qualcosa, si è in uno stato misto di fantasia ed osservazione... un'osservazione priva di verifica. Quando si entra all'interno di una realtà, piano piano questa può inghiottire fino ad accrescere sempre più la fame della realtà vissuta, oppure, creare un'immaginazione ancora più viva, come quando si è troppo vicini ad un qualcosa, per vederla per intera, nella sua totalità.
Le carte... sono distanti dal prima di entrare a contatto con una realtà, e dallo stato in cui si è quando si è dentro alla realtà.
Si collocano in quel sottile distacco dalla fantasia e dalla realtà, che difficilmente siamo in grado di vivere.
Anche quanto è "oggettivo" è a volte fantasia...un raccontarsela.
Anche quanto è "fantasia" in fondo ha tratti di verità.
Le carte, sono su quella riga sottile sottile, e onnicomprensiva allo stesso tempo, su cui una mente umana difficilmente si sofferma per più di qualche istante. 

venerdì 22 dicembre 2017

Il Mondo - Tarocchi

Molto spesso mi è capitato di leggere su vari siti internet e su alcuni testi cartacei un significato a mio avviso troppo approssimativo della carta del Mondo.
Su per giù suona come "sì, tutto perfetto, e vissero felici e contenti ecc".
Non è assolutamente così.
Come qualsiasi Arcano dei Tarocchi (che sono 78 e non 22), non può essere ridotta ad un semplice "positivo o negativo" in quanto i Tarocchi formulano un vero e proprio discorso, con tanto di dettagliata spiegazione delle situazioni, che gradualmente ognuno apprende ad interpretare proprio come se fosse un testo scritto in una lingua più o meno conosciuta.

Questa carta, come le altre, varia di significato in base:
- a quelle che la circondano
- alla domanda
- a chi è il consultante (uomo o donna).

- Se una donna chiede "tornerò insieme a questa persona?", la carta del Mondo, sopratutto se accompagnata da un 2 di coppe, significa "avrete un chiarimento, un confronto di cui tu (figura al centro della carta) hai bisogno". Il resto del discorso è formulato dalle altre carte. Di per sé, non è un sì e non è neanche un no.
- Nel caso di una donna che chiede riguardo ad un'altra donna, è una risposta più vicina ad un sì, rispetto alla domanda fatta riguardo ad un uomo, in quanto una figura maschile di per sé nella carta del Mondo non c'è.
- Se un uomo formula la stessa domanda riguardo ad una donna, essendo la figura rappresentata sulla carta femminile, accostata al significato filosofico di base, la risposta sarà "incontrerai un'altra persona" , dopo di che, se è la carta finale di una stesa è anche possibile che il ritorno ci sia al termine di un'intero ciclo di esperienze significative a livello relazionale per il consultante (può addirittura nel frattempo avere una figlia con un'altra persona), ma se poi c'è un 10 di spade, è proprio un "no" secco con tanto di motivazione.
- Nelle domande riguardanti una relazione in atto, può indicare la nascita (non gravidanza con un forse, ma nascita) di una figlia (femmina), sopratutto se confermato da un fante di coppe, un 9 di coppe e carte che lo specificano.
Ovviamente questa stessa attenzione va applicata a tutte le domande, ma queste sono le più frequenti con cui l'ho incontrata negli anni, in quelle relative alle questioni lavorative ed economiche non mi è mai capitata.
Ulteriori dettagli sono dati dalla specifica carta del Mondo che avete (disegno, movimento di colore e di figure che crea con le carte vicine).

Come potete vedere non è magia, ma semplice studio, pratica e osservazione.
Ovviamente sono solo alcuni dei tanti significati che questa carta può avere, ma ho trovato utile condividerli.

venerdì 3 novembre 2017

Cartomanzia a se stessi

Spesso si dice che non si dovrebbero fare le carte a se stessi, perché si è eccessivamente coinvolti in una situazione. Per un lungo periodo sono stata d'accordo con questa visione. Poi, ho imparato ad accettare la verità, ad abbandonare le aspettative. Oggi, fare le carte a me stessa mi aiuta ad osservare i miei limiti nella comprensione della realtà di tutti i giorni, a maturare nella comprensione della diversità di linguaggi che costituisce il velo del "prendere per scontato che..." inavvertitamente.
Fare le carte a me stessa, come strumento meditativo, mi ha insegnato a non prendere nulla per scontato.
Tuttavia per fare le carte a se stessi è necessario acquisire l'umiltà di accettare di aver sbagliato la propria valutazione "immediata" della realtà.
La sensitività non esime nessuno dall'essere un essere umano che in alcuni frangenti della sua vita proietta sulla realtà le proprie opinioni (ereditate inconsciamente) e le proprie aspettative.
Osservarle è utile per liberarsene.

venerdì 8 settembre 2017

Precisazione sulla cartomanzia.

Una piccola precisazione.
La cartomanzia è una tecnica di divinazione che prevede l'utilizzo di carte (che possono essere varie: tarocchi, sibille, carte napoletane, esistono moltissimi mazzi, e anche solo i diversi mazzi di Tarocchi presentano notevoli differenze tra loro).
Ogni cartomante, non essendo un semplice ingranaggio di un meccanismo, può scegliere se sviluppare maggiormente un tipo di lettura piuttosto che un altro, e utilizzare tutta la propria persona e la propria creatività (le stese non sono tutte da manuale, ognuno con l'esperienza matura un qualcosa di personale).
Leggere le carte non è un dono: è passione per un qualcosa, intuito e tanto studio. Essere cartomante è anche un percorso di vita, un crescere assieme alle carte. Anche quando c'è una predisposizione, va coltivata, proprio come se si hanno dei semi, non si può dire che si hanno tra le mani già delle piante.
E' un'arte.
Quindi diffiderei di chi vi dice che non ha mai studiato nulla, non ha fatto nessun percorso, ha aperto le carte e all'istante ci ha capito tutto la prima volta. Sì l'incontro con le carte può essere anche positivo e si può apprendere in fretta, ma ci si deve sempre mettere qualcosa di proprio, e nessuno che effettivamente sappia praticare bene quest'arte si è fermato a quel primo approccio.
Una cartomante/ un cartomante non è un ritualista/mago/stregone. E' un cartomante.
Il resto può essere un altro percorso, un'altra cosa che decide di fare nella propria vita, ma sono due cose separate.
Un cartomante può essere di qualsiasi religione.

martedì 29 agosto 2017

Ruota della fortuna nelle questioni affettive, approfondimento

Attualmente una persona potrebbe avere la sensazione di forte staticità. Tuttavia con la ruota della fortuna è in arrivo un cambiamento, la vita personale promette di essere trasformata, e non v'è alcuna necessità di fare sforzi particolari per ottenere la fortuna che preannuncia questa carta. Tutto succederà da sè, quando arriverà il momento e semplicemente perché il consultante sarà al momento giusto nel posto giusto. Un aspetto importante di questa carta è la fedeltà dell'individuo a se stesso. Un altro aspetto importante della carta è il rifiuto dell'influenza e del controllo, la fiducia nel corso degli eventi. Ciò vale sia per le persone solitarie, sia per coloro che vogliono trasformare in qualche modo una relazione esistente. La Ruota della Fortuna insegna che in ogni rapporto profondo ci sono dei momenti di di cambiamenti ciclici, degli alti e bassi che non devono spaventare. L'onda va e viene. Basta poco e ci sono riconciliazioni in caso di eventuali crisi. Tutto torna alla normalità. Sulla Ruota della Fortuna ci può essere una "relazione karmica" o relazione, secondo la quale siamo in grado di dire: "E 'il destino!" (il che non garantisce una felicità senza nubi e non esclude un risultato molto drammatico). In questo caso la persona non si sente "libera" (vale a dire, non ha potere sui suoi sentimenti). La comunicazione diventa "fatale". Questo uomo/donna ha la sensazione di non potersi opporre a questa forza. Tali incontri sono inevitabili.  La Ruota della Fortuna insegna che nella vita "guarda caso", le persone sono nel posto giusto al momento giusto, ed "è successo", anche se i piani erano diversi. Controllare qualcosa in queste situazioni probabilmente non è possibile. Una persona non è sempre in grado di capire cosa sia buono per lei e cosa non lo è. A volte soffre del fatto che qualcosa non è stato realizzato come aveva immaginato. Ma in realtà, ciò che le succede è un dono del destino e sviluppa in modo ottimale le fondamenta profonde del suo essere e le condizioni di crescita personale migliori.
A volte indica la ripetizione costante di un comportamento, ritornando al proprio punto di partenza. In questo caso, la ruota della fortuna porta a realizzare alcuni modelli di comportamento nelle relazioni con gli altri, e nel caso migliore, se lo indicano le carte vicine. capire le cause di alcuni errori, le origini del dolore, la natura delle barriere. Questo è un dono prezioso. È grazie a questo che un/a uomo/donna riesce a volte a "cambiare il proprio destino", a correggere qualcosa, a fare qualcosa di diverso.

(Tarocchi classici - scarabeo - Astra)

sabato 10 giugno 2017

Tarocchi e trasformazione

I Tarocchi sono uno strumento di introspezione che può essere di stimolo per cambiare le abitudini che conducono ad una determinata realtà.
La panoramica che offrono è completa: non c'è più il piccolo spazietto della realtà che spesso ricopre la vista. C'è tutto. Proprio ogni singolo elemento.
Non servono per capire come andrà una storia d'amore. L'amore va vissuto.
Possono servire però a comprendere gli schemi comportamentali che si tendono ad adottare entrando in relazione con qualcuno: se  sembra che quello che  viene detto è un qualcosa che è stato già vissuto una o più volte nel corso della vita, c'è un problema alla radice. Non è la persona sbagliata, non capitano sempre le stesse cose per una fatalità. C'è qualcosa da rivedere nel modo di vivere. Si può chiedere come mai questo accade ad esempio, cercare le cause e cosa può aiutare a risolvere la situazione.
Qualche volta le risposte che riguardano la sfera affettiva e quella lavorativa presentano le stesse aree critiche, le stesse debolezze che possono essere ribaltate.
Ma se non si vuole fare alcun cambiamento nella propria vita, interrogare gli Arcani serve a poco.
Avere una conferma di come andranno le cose e dire un giorno che qualcuno lo aveva predetto è di dubbia utilità.
Il passaggio da un responso fatalista ad una lettura nell'ottica di trasformare la qualità della vita è fondamentale. Richiede da parte di chi fa delle domande ascolto, riflessione, osservazione della realtà quotidiana e solo successivamente presentazione di altre eventuali domande in merito ad una situazione.
E' inutile rifare domande nella speranza che il responso cambi.
Non accadrà, per il semplice fatto che non è sufficiente il tempo della domanda per cambiare le cause degli effetti che si vedono nella quotidianità. Per fare questo è necessario cambiare alcune idee di fondo.
Con i Tarocchi si può rintracciare di cosa si tratti.
Da lì in avanti è richiesto l'impegno di chi riceve la risposta.
Forse tra le aree critiche c'è proprio il cercare qualcuno che risolva il problema al proprio posto.
Ma questo non è possibile. 
Vale in questo ambito come in qualsiasi altro.

mercoledì 3 maggio 2017

Tarocchi - La Morte

La Morte è come sappiamo una carta che indica la fine di un qualcosa che fa spazio a qualcosa di nuovo.
Nelle letture, quindi, è la fine di un ciclo, una fase, un'abitudine, un modo di vivere qualsiasi cosa: una relazione, un lavoro, un'esperienza. Il seguito è un qualcosa che è a discrezione dell'individuo.
Cosa c'è dopo? Le carte successive possono dare un indizio...
Ma cosa c'è dopo se è la carta che rappresenta il futuro?
Spesso spaventa, mette in crisi, in quanto porta a raccogliere i frutti dell'esperienza per poi avviarsi verso un qualcosa di ignoto.
Questa Morte si può vedere come una fase del respiro...
Il respiro può essere mentalmente scisso in inspirazione ed espirazione, oppure, si può esercitare una percezione morbida del respiro come una sequenza "circolare" e non come "due linee" distinte.
Allo stesso modo l'archetipo rappresentato dalla Morte può essere vissuto come una trasformazione di "scissione", oppure di "continuità" con il passato mediante un'integrazione con un futuro in una forma differente, come un'evoluzione di un qualcosa che assume forme diverse con il tempo.
Sta al soggetto "esercitare" questo archetipo, sperimentare i diversi modi che ha per accogliere questa trasformazione.

Tarocchi - il Giudizio

La carta del Giudizio é visibilmente divisa in due parti: in basso il passato, in alto il futuro. Al centro? Sta a noi comprendere il confine tra i due momenti.
Qualcosa di nuovo si sta facendo spazio in mezzo alle nuvole. La vita, il destino, una nuova consapevolezza si affacciano alla coscienza.
Un ricordo assopito, un passato '' morto e sepolto'' si presenta come paura del futuro.
Questa carta ci invita a fare questa importante distinzione, a ripulire le percezioni.
Il presente non può essere uguale al passato.
Al massimo può esserlo lo sguardo dello spettatore...

venerdì 21 aprile 2017

Tarocchi - la Torre nel sistema sociale e politico

Il più delle volte i tarocchi vengono utilizzati per porre quesiti sulla vita quotidiana, sulle scelte, sull'amore, sulle questioni lavorative. Tuttavia, gli archetipi che rappresentano possono essere letti a vari livelli a seconda del quesito che si pone. Un esempio è la Torre, che può rappresentare tanti passaggi della storia che conosciamo fino ad ora: il Crollo del sistema coloniale su molti Stati del continente africano e dell'India. Il Crollo dell'Unione Sovietica. Il Crollo degli Imperi. Tutti quei sistemi studiati, 'protetti', con delle abitudini consolidate, nei quali è difficile guardare fuori dalla 'Torre', fuori dai 'recinti'. Non possiamo dire che oggi non ci siano delle Torri, create con modalità diverse. Le città stesse con uno stile di vita accelerato, poco ossigenato, distratto, sempre più distante dai paesaggi naturali, sono una delle tante Torri possibili che raggiunto il culmine della 'pressione' al loro interno, sature, un giorno potrebbero arrivare a crollare... Per un cambiamento radicale, perché della Torre sarà rimasto qualche mattone qua e là, e l'essere umano finalmente si troverà a toccare Terra. Tutte le grandi Torri della storia, una volta crollate hanno lasciato spaesamento, difficoltà a ricominciare qualcosa di nuovo, cambiamento brusco di abitudini. Se si pensa agli Stati che hanno subìto la colonizzazione, oggi, possiamo vedere la grande difficoltà di quelle popolazioni a riprendersi. Non ci si può aspettare che non ci sia uno spaesamento fuori dalla Torre nella quale viviamo ora, costruita con tanta fatica ma adatta solo ad alcune delle esigenze vitali dell'Essere Umano. Tuttavia, fuori dalla Torre c'è la Terra.
Nel proprio piccolo ognuno di noi può scegliere come e quando uscire dalla Grande Torre, oppure dare inizialmente solo un'occhiata dalla finestra, poi, decidere come gestire il proprio rapporto con essa su vari livelli...se e quando riesce a vedere, dall'interno qualche mattone del grande muro, quando sente che l' ossigeno é poco rispetto all'ampiezza del respiro... quando inizia ad avere sete di cielo e fame di Terra.

martedì 7 marzo 2017

La chiaroveggenza e...un porto sicuro

La nostra anima spesso è come una nave che si muove in un vasto oceano e qualche volta ha bisogno di raggiungere un porto conosciuto in cui fare rifornimento per ripartire verso nuove mete, da cui poter guardare l'orizzonte.
La capacità che ogni essere umano ha di guardare oltre lo spazio ed il tempo, con una chiarezza sempre maggiore col passare del tempo è strettamente legata a questo porto.
Cosa è questo porto e come raggiungerlo? Moltissimi filosofi, teologi, monaci hanno descritto nel corso dei millenni tantissime strade per arrivarci. Qualcuno recita un mantra con costanza, qualcuno fa una preghiera, qualcuno medita in vari modi, qualcuno chiede, qualcun altro cerca di raggiungerlo razionalmente. La via per raggiungerlo è soggettiva. Basta sceglierne una. Un codice, una forte fiducia e possiamo vedere molto di più.
Cosa significa? Personalmente da un po' di tempo raggiungo il mio porto mediante la recitazione del mantra del sutra del cuore. Prima di fare un trattamento reiki, prima di fare una lettura dei tarocchi, prima di arrabbiarmi, prima di dare un'indicazione a qualcuno, in un momento di dubbio... Recito dentro di me questo mantra e inizio a vedere oltre. Oltre qualsiasi giudizio razionale che potrei avere di una situazione, come ad esempio una persona arrabbiata perché qualcuno non sta arrivando... posso avere la certezza che chi attendeva arriverà a breve, posso vederlo chiaramente e questo accadrà. Si tratta di un vedere che si libera di quello che molti definiscono razionalità: un codice di pensieri ben delimitato da un confine, come dire, "in numero limitato", sempre gli stessi. Un codice di valutazione delle situazioni poco flessibile, simile ad una trave di legno e non ad un fiume.
Non importa se recitate una preghiera, un mantra, fate un rituale o altro. Quello che conta è fermarsi per un istante e lasciare che siano gli occhi a guardare, le orecchie ad ascoltare, il cuore a percepire e così via, con la fiducia sempre più salda che si rafforza con le esperienze nel fatto di poter vedere, ascoltare, capire indifferentemente da quello che si potrebbe sapere. Voler guardare sempre più profondamente, permette di vedere, a patto che il fine sia realmente quello.
La chiaroveggenza non è una magia, ma un allenamento a guardare.
Avete presente formule come " narrami o Musa"? Per quanto rappresentino una formula ricorrente di determinati periodi storici ha una valenza anche a livello di creazione. È una disposizione d'animo molto simile a quella di cui vi ho scritto.

sabato 21 gennaio 2017

Trovare un incantatore nei tarocchi - risposta ad una domanda frequente



Il Bagatto e il Papa si può dire che siano due figure carismatiche che possono utilizzare le proprie qualità con un fine “positivo” e con un fine “negativo”.


In questo articolo ci soffermeremo sul secondo.
Come potete notare sulla carta del Bagatto solitamente si può vedere un tavolino, del quale non possiamo vedere la fine, con tre punti d’appoggio. Sopra sono disposte una serie di oggetti, generalmente rappresentanti i quattro semi degli arcani minori e quindi i 4 elementi, ma in una lettura sul piano fisico può indicare un vero e proprio tavolo, come nel caso di un lavoro da commerciante, oppure può indicare una serie di oggetti, strumenti, argomentazioni che sono disposti di fronte al consultante. In mano ha uno strumento che potrebbe essere una bacchetta magica o un flauto, proprio ad indicare il possesso di uno strumento, in caso negativo, per ammaliare con un “gioco di prestigio” o di abilità chi ha davanti, nascondendo un qualcosa sulla parte del tavolo che non ci mostra, o anche sotto.


Il Papa del resto ha in mano uno strumento molto potente e più raffinato per raggiungere un fine: una tiara. Questa al centro rappresenta l’essere umano, e poi rispettivamente ai due lati dal basso verso l’alto, i regni minerale, vegetale, animale e l’Angelo, l’Arcangelo e Dio. Ha un cappello sul quale torna il numero 3, e sulla mano un guanto che separa la mano dal bastone papale, in segno di devozione e raffinatezza. Il Papa quindi è un messaggero di Dio, che nella società moderna, nella vita di un singolo individuo può anche indicare un padre, oppure un insegnante o delle volte anche un datore di lavoro in una struttura piramidale, che ha in suo possesso una vasta cultura che gli permette di dare indicazioni mediante l’uso della parola. E’ una figura che “dà la benedizione” a fare un qualcosa, mentre le figure sottostanti, i seguaci ascoltano fedelmente le sue parole d’insegnamento. Può capitare tuttavia che non utilizzi la cultura in suo possesso con un fine nobile come sembra. Può infatti mentire su un qualcosa, oppure creare seguaci in un sistema gerarchico settario, con strumenti sempre raffinati e col carisma. Il consultante può trovarsi a volte nella situazione del Papa, altre in quella di coloro che ne chiedono la benedizione, senza riuscire a vivere una situazione di parità. Accompagnato alla Torre in una lettura può indicare anche superbia che un giorno dovrà crollare di fronte alla realtà.





Sia il Papa che il Bagatto, possono sfruttare il lato ombra delle proprie capacità, se il consultante glielo concede, sempre che queste carte non rappresentino lui in prima persona. Se si trova all’altro lato della tavola, guardandone solo una piccola parte, con l’attenzione catturata da qualche dettaglio e le orecchie catturate dal suono di una dolce melodia o da un gioco di prestigio, con una scarsa partecipazione, trovandosi in una condizione da spettatore, la sua capacità di controllo che pensa di avere sulla realtà è parziale o nullo. Se si trova in una posizione di suddito, di perenne allievo precludendosi la possibilità di parlare egli stesso oppure, dall’altro lato quella di un dialogo alla pari, rischia di perdere il contatto con la realtà concreta e terrena per un qualcosa di cui non può verificare la veridicità.

martedì 1 novembre 2016

Tarocchi: qualche regola di schermatura energetica

Spesso la lettura dei Tarocchi richiede lo sviluppo di alcune qualità umane, necessarie anche in altre circostanze della vita. Qualcuno ce le ha per natura, qualcun altro le apprende proprio facendo delle divinazioni, qualcun altro ancora attraverso una serie di esperienze della vita. Una di queste qualità é senz'altro la capacità di porre dei confini. In una divinazione infatti siamo di fronte ad un altro essere umano il cui stato d'animo non sempre gli permette di avere la lucidità di comprenderli, accettarli e rispettarli, e questa potrebbe essere proprio la ragione per cui ci chiede un consulto. Il fine della divinazione deve essere la divinazione stessa e non far contento qualcuno. Chi é abituato a leggere i Tarocchi sa che quello che sta facendo ha una dignità. Per cui se la risposta non é accettata, o svalutata non va cambiata. I tarocchi mettono su un tavolo quello che spesso una persona non vuole vedere o accettare, ma che non per questo non é una realtà. Si possono fare domande per delle soluzioni o per approfondire, niente di più. La domanda non va rifatta. Di solito la persona in questione cambia idea a distanza di pochi giorni, quando ha modo di osservare la realtà con altri occhi, ma affinché una volta notata la validità del responso possa farne buon uso, é necessario essere chiari e inflessibili quando é di fronte a noi.
Può capitare che qualcuno chieda un consulto con l'intenzione di schernire. Si può accettare la sfida, stare al gioco, e dare delle risposte inaspettate. Ma questo costa un impegno energetico notevole e bisogna sempre chiedersi se ne valga la pena. Infondo il fine della divinazione é dare un aiuto.
Infine qualcuno potrebbe chiedere delle divinazioni con altri fini ancora, meno nobili, in questo caso consiglio vivamente di interrompere la o le letture.
Le piccole regole che vi ho elencato hanno un valore energetico molto importante. Infatti può capitarvi dopo una lettura di avvertire un forte dolore agli occhi, alla gola o alla testa.
Se vi dovesse capitare, traetene un insegnamento. Inavvertitamente avete fatto uno sbaglio, non avete posto un confine da qualche parte.
Ricordate che dal momento in cui iniziate a fare delle letture, iniziate anche un percorso insieme alle vostre carte che possono mettervi di fronte a piccoli fastidi per aiutarvi in una crescita personale utile nella vita di tutti i giorni.

lunedì 3 ottobre 2016

Tarocchi: il Diavolo nella coppia

Non sarà questa la sede in cui approfondirete la tematica delle dipendenze affettive, che potreste anche conoscere meglio di me nelle varie sfaccettature. In questo articolo approfondiremo quello che è la rappresentazione di questa tematica in un Arcano dei Tarocchi: il Diavolo. Al centro abbiamo una figura gigante, dall'aspetto né umano né animale, sotto due figure incatenate, prive di vestiti. Siamo il mostro o gli incatenati? L'altro è un mostro o un incatenato? E questa figura immaginaria, fatta di istinti umani e volto deformato di quanto sovrasta la panoramica sul Mondo circostante? Siamo noi e questi tre elementi che creano combinazioni di pensieri in cui possono invertirsi il soggetto e i complementi, ma nessuno può mancare. Un misto tra passione e inquietudine, una gabbia di piacere e di tensione.

Tarocchi: il Papa, alcune ombre

Come ogni altro Arcano, il Papa ha i suoi lati oscuri, quando capovolto o circondato da carte che ne esaltano tali aspetti.
Dal punto di vista del consultante si tratta per lo più di una figura con doti intellettuali e persuasive molto sviluppate, utilizzate a suo danno. Una figura impeccabile nell'uso delle parole, spesso di dubbia verità, con motivazioni "superiori", "alte", che fanno appello all'integrità morale presente o mancante di chi chiede la sua benedizione per...vivere.
Ma come sempre l'attenzione va spostata su un quesito più profondo: perché ti stai inginocchiando e chiedi la benedizione di un padre (metaforico) per agire? Perché cerchi qualcuno che ti dia conferma se quello che fai nella tua vita sia giusto o sbagliato? Può trattarsi di una relazione, oppure dei passi su una via. Ti stai mettendo nella posizione di un suddito, di un allievo, pendi dalle labbra di qualcuno che pensi possa insegnarti a vivere, a trovarti in pace con l'Universo fuori e dentro te. Ma credi realmente che sia così? Perché lo stai facendo?
Forse è il momento di alzarti in piedi e guardare il fragile essere umano che si trova dietro a quei abiti, proprio come te. Un dialogo alla pari indipendentemente da chi tu abbia davanti è auspicabile nella vita quotidiana.

sabato 1 ottobre 2016

Scegliere un mazzo di tarocchi: alcune annotazioni

Come faccio a scegliere un mazzo di Tarocchi in mezzo ad altri? Quali sono le differenze sostanziali che potranno verificarsi nelle mie letture? Qual è il mazzo più adatto ad un principiante? Sono tutti uguali? Sono domande che possono sorgere spontanee avvicinandosi per la prima volta alla divinazione e qualche volta nel corso del tempo può rimanere della confusione in merito.
E bene, avendo avuto la fortuna di osservare diversi mazzi di carte dopo averne utilizzato uno solo per diversi anni, ho sentito di voler condividere alcune piccole annotazioni in merito.
Innanzitutto anche se sono tutti Tarocchi, non sono tutti lo stesso mazzo di carte.
  • Molti hanno delle parole chiave scritte infondo ad ogni carta. Si tratta di mazzi che hanno già un proprio "carattere". La scritta è parte integrante della carta, non si deve fingere che non ci sia, perché conosciamo il significato generale della carta. Se lo doveste fare, potreste avere l'impressione di non aver ricevuto risposta o giudicare negativamente le carte. La scritta in questione non è "sbagliata" se differisce dal nostro bagaglio di informazioni, ma caratterizza quel mazzo rispetto ad un altro. Quando ci troviamo in mano uno di questi mazzi lo dobbiamo semplicemente conoscere col passare del tempo attraverso le letture stesse. Con questo non voglio dire che non si debbano conoscere bene le simbologie degli Arcani, sopratutto per quanto riguarda i Maggiori, (che col passare del tempo approfondiremo anche e sopratutto col nostro vissuto personale oltre che con una preparazione di base), ma in particolar modo con i Minori non ci si deve fossilizzare su un significato standard. Spesso si tratta di mazzi "vivaci", "diretti", che hanno un loro perché. Se lo abbiamo scelto, acquistato, o ci è stato regalato, sta a noi conoscerlo. Non è un mazzo "x", è il nostro mazzo. 
  • La stessa cosa vale per le variazioni di immagini. Una "Torre" e la "Torre" che abbiamo davanti possono presentare delle sfumature diverse. Con questo non sarà "meno Torre", ma sarà una Torre diversa. In alcuni mazzi è rappresentata come chiusa, "sul punto di...", in altri c'è un crollo in corso e qualcuno è ancora all'interno, in altri ci sono figure umane che già si stanno riprendendo, per non parlare della piuma della fenice presente solo in alcuni mazzi, mentre in altri non c'è alcun segno di ripresa che sarà evidenziato in altre carte. La sfumatura di significato in questi casi cambia in base al disegno generale di quello specifico mazzo di carte.
  • I mazzi di carte "senza scritte", sono l'ideale per chi sceglie o ha già alle spalle un approfondito studio su tutti gli Arcani che compongono un mazzo. Infatti, può risultare molto difficile leggere un mazzo di carte con delle variazioni quando si ha già una panoramica molto ampia sul significato generale di ogni Arcano. 
  • Dunque, nessun mazzo è "migliore di un altro" di per sè, ma sicuramente ce ne sono alcuni che corrispondono maggiormente alle nostre esigenze. 
  • Quello che in seguito farà la differenza sarà il rapporto che instaureremo con il mazzo in questione. Consiglio di portarlo, sopratutto all'inizio sempre con sè, in modo da stabilire progressivamente un legame energetico sempre più forte. Un mazzo di carte nuovo, rispetto ad uno che consultate da diversi anni può risultarvi "freddo" nelle risposte, carente di quel clima quasi confidenziale che invece avreste con uno che consultate da diversi anni.
  • Infine, i "canali" principali siete voi. Il vostro vissuto di ogni Arcano nella vostra vita quotidiana. In diverse fasi della vita possiamo rivedere e arricchire il significato di un Archetipo rispetto alle fasi precedenti. Un giorno conosciamo una sfumatura del Papa, domani altre. Oggi conosciamo alcune luci, domani altre ombre in base ad uno sguardo sulla vita che nessun altro può avere, cogliendo dettagli singolari.