giovedì 12 aprile 2018

L'Eremita e il perdono


L'Eremita è una persona che tenta di fare luce sul passato, con le spalle rivolte al futuro. 

A chi non è mai capitato di essere Eremita? 
Un evento, o una serie di eventi di cui non ci si riesce a fare una ragione, a cui non si riesce a dare una spiegazione, raggelano il cuore, lasciando quell'unico lume artificiale tra mani: il lume dell'esperienza vissuta, che al negativo può generare ombre sulle pareti del cuore, rinchiudere un essere in uno stato di isolamento dal mondo esterno. Al positivo può permettere di ricavare nel passato un insegnamento utile per il futuro.

L'Eremita è un bambino interiore che tiene il broncio alla vita a causa di alcuni vissuti, a livello conscio o meno. 

Chi ha vissuto un forte lutto, oppure ha visto una parte del mondo che non ha accettato, diventa, transitoriamente o meno, Eremita.

La necessità reale dell'Eremita è riappacificarsi con se stesso e con gli altri, ossia, perdonare se stesso e gli altri. 


Molto spesso questa carta è collegata nello specifico a problematiche con chi non fa più parte della vita del consultante, a volte addirittura defunto.


Ringraziare le esperienze nella loro integrità: le persone coinvolte, perdonare se stessi per non essere riusciti a creare esiti diversi, perdonare gli altri, per essersene andati (in qualsiasi senso) o essersi comportati in un determinato modo, donare un po' di luce di Guarigione a quelle esperienze dentro di noi nel presente, ci permette di lasciarle andare, sciogliendo la neve sotto i piedi dell'Eremita.

Il lume della ragione condizionata spesso prende le distanze dal cuore, portando fuori strada. 






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