Cambiare prospettiva.
Spesso basta così poco.
Molte preoccupazioni, ansie, paure,
arrabbiature sono solo questione di prospettiva.
Quando si guarda un qualcosa
attraverso un filtro mentale, un pensiero fisso, si è appesi, legati a testa in
giù ad una determinata idea.
Il punto di vista dell'Appeso è una
forzatura in quella posizione, un aggiustamento scomodo di tutto il suo essere
che impedisce qualsiasi movimento, per riuscire a
guardare"meglio".
Quest' osservazione può essere
interessante se l'Appeso, quasi per gioco, rimane in questa posizione per poco
tempo: il tempo necessario per vedere un determinato lato della
situazione.
Ma se il suo stare il quella
posizione fosse troppo serio, la testa diventerebbe sempre più pesante, la
coscienza sempre meno presente, la paura sempre più grande. Sarebbe quasi un
auto-castigo.
Infatti anticamente esisteva sia un
gioco, in cui si era appesi ad una corda a testa in giù, dondolando per pochi
minuti, sia la punizione, molto più prolungata e tortuosa (se non addirittura
fino alla morte).
Quando siamo l'Appeso possiamo
scegliere quando rimettere i piedi a terra, lasciando che l'ipotesi
"peggiore" o per assurdo rimanga tale: una semplice ipotesi, un
semplice pensiero che non deve togliere spazio alla realtà, ma essere una breve
parentesi.
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