La nostra anima spesso è come una nave che si muove in un vasto oceano e qualche volta ha bisogno di raggiungere un porto conosciuto in cui fare rifornimento per ripartire verso nuove mete, da cui poter guardare l'orizzonte.
La capacità che ogni essere umano ha di guardare oltre lo spazio ed il tempo, con una chiarezza sempre maggiore col passare del tempo è strettamente legata a questo porto.
Cosa è questo porto e come raggiungerlo? Moltissimi filosofi, teologi, monaci hanno descritto nel corso dei millenni tantissime strade per arrivarci. Qualcuno recita un mantra con costanza, qualcuno fa una preghiera, qualcuno medita in vari modi, qualcuno chiede, qualcun altro cerca di raggiungerlo razionalmente. La via per raggiungerlo è soggettiva. Basta sceglierne una. Un codice, una forte fiducia e possiamo vedere molto di più.
Cosa significa? Personalmente da un po' di tempo raggiungo il mio porto mediante la recitazione del mantra del sutra del cuore. Prima di fare un trattamento reiki, prima di fare una lettura dei tarocchi, prima di arrabbiarmi, prima di dare un'indicazione a qualcuno, in un momento di dubbio... Recito dentro di me questo mantra e inizio a vedere oltre. Oltre qualsiasi giudizio razionale che potrei avere di una situazione, come ad esempio una persona arrabbiata perché qualcuno non sta arrivando... posso avere la certezza che chi attendeva arriverà a breve, posso vederlo chiaramente e questo accadrà. Si tratta di un vedere che si libera di quello che molti definiscono razionalità: un codice di pensieri ben delimitato da un confine, come dire, "in numero limitato", sempre gli stessi. Un codice di valutazione delle situazioni poco flessibile, simile ad una trave di legno e non ad un fiume.
Non importa se recitate una preghiera, un mantra, fate un rituale o altro. Quello che conta è fermarsi per un istante e lasciare che siano gli occhi a guardare, le orecchie ad ascoltare, il cuore a percepire e così via, con la fiducia sempre più salda che si rafforza con le esperienze nel fatto di poter vedere, ascoltare, capire indifferentemente da quello che si potrebbe sapere. Voler guardare sempre più profondamente, permette di vedere, a patto che il fine sia realmente quello.
La chiaroveggenza non è una magia, ma un allenamento a guardare.
Avete presente formule come " narrami o Musa"? Per quanto rappresentino una formula ricorrente di determinati periodi storici ha una valenza anche a livello di creazione. È una disposizione d'animo molto simile a quella di cui vi ho scritto.
La capacità che ogni essere umano ha di guardare oltre lo spazio ed il tempo, con una chiarezza sempre maggiore col passare del tempo è strettamente legata a questo porto.
Cosa è questo porto e come raggiungerlo? Moltissimi filosofi, teologi, monaci hanno descritto nel corso dei millenni tantissime strade per arrivarci. Qualcuno recita un mantra con costanza, qualcuno fa una preghiera, qualcuno medita in vari modi, qualcuno chiede, qualcun altro cerca di raggiungerlo razionalmente. La via per raggiungerlo è soggettiva. Basta sceglierne una. Un codice, una forte fiducia e possiamo vedere molto di più.
Cosa significa? Personalmente da un po' di tempo raggiungo il mio porto mediante la recitazione del mantra del sutra del cuore. Prima di fare un trattamento reiki, prima di fare una lettura dei tarocchi, prima di arrabbiarmi, prima di dare un'indicazione a qualcuno, in un momento di dubbio... Recito dentro di me questo mantra e inizio a vedere oltre. Oltre qualsiasi giudizio razionale che potrei avere di una situazione, come ad esempio una persona arrabbiata perché qualcuno non sta arrivando... posso avere la certezza che chi attendeva arriverà a breve, posso vederlo chiaramente e questo accadrà. Si tratta di un vedere che si libera di quello che molti definiscono razionalità: un codice di pensieri ben delimitato da un confine, come dire, "in numero limitato", sempre gli stessi. Un codice di valutazione delle situazioni poco flessibile, simile ad una trave di legno e non ad un fiume.
Non importa se recitate una preghiera, un mantra, fate un rituale o altro. Quello che conta è fermarsi per un istante e lasciare che siano gli occhi a guardare, le orecchie ad ascoltare, il cuore a percepire e così via, con la fiducia sempre più salda che si rafforza con le esperienze nel fatto di poter vedere, ascoltare, capire indifferentemente da quello che si potrebbe sapere. Voler guardare sempre più profondamente, permette di vedere, a patto che il fine sia realmente quello.
La chiaroveggenza non è una magia, ma un allenamento a guardare.
Avete presente formule come " narrami o Musa"? Per quanto rappresentino una formula ricorrente di determinati periodi storici ha una valenza anche a livello di creazione. È una disposizione d'animo molto simile a quella di cui vi ho scritto.
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