mercoledì 8 marzo 2017

Reiki...cos'è?

Cos’è il Reiki? Innanzitutto occorre precisare che il Reiki non è una disciplina miracolosa.E’ un percorso che giorno per giorno aiuta un individuo a prendere consapevolezza delle proprie emozioni, paure, desideri, potenzialità latenti e ad agire  sulle abitudini che imprigionano anima e corpo. “Solo per oggi non ti preoccupare” recita ad esempio uno dei principi del reiki. Quando si inizia questo percorso si potrebbe non essere pienamente consapevoli di cosa significhi, a livello profondo, e con il tempo scoprire un significato nuovo di una frase apparentemente così semplice… “solo per oggi”, quando se no? “non ti preoccupare”, implica fiducia in se stessi e nell’Universo, la consapevolezza che tutto andrà per il verso giusto. Magari si vive per un periodo il semplice carpe diem. E’ un principio molto importante per chi pratica il reiki, in quanto interagisce con un’energia calda, solare, che smuove le emozioni, mette di fronte a delle realtà che precedentemente non si erano notate, stimola l’azione nella vita quotidiana, la decostruzione e la costruzione, l’autenticità, lo sbaglio funzionale. Accelera. Una condizione in cui è importante ricordare “ solo per oggi non ti preoccupare ”. Dopo un po’ di pratica, quando si agisce sul sistema chakras, anche se dalla teoria si era appreso che il settimo chakra, o il mille petali è collegato alla fiducia, al lasciarsi andare, si ha la possibilità di “toccare con mano” (quale definizione più appropriata?) l’evoluzione di questa qualità nella nostra vita interiore ed esteriore. Infatti, tante sono le tipologie di trattamento possibili, ma può capitare che in uno dei primi trattamenti, non più didattici ma istintivi, esplorativi, si incontri un vero e proprio limite, il gelo, non su un chakra, ma nel collegamento con un altro, come può essere ad esempio il settimo. Di solito questo si fa per creare un equilibrio tra i due aspetti della vita cui essi sono collegati. Ma può capitare che ci sia un blocco talmente forte, un qualcosa di radicato, magari anche da una decina di anni, per cui l’equilibrio in questione non si viene ad instaurare nell'immediato. Il problema non è nella tecnica. C’è bisogno di tempo. Si è messo in moto qualcosa, che, ad esempio, rifacendo a distanza di un anno la stessa sperimentazione si può notare con sorpresa che non avviene più. Nel frattempo si sbloccano altre situazioni, altre emozioni, si cresce abbastanza da poter prendere consapevolezza di un qualcosa che era lì da tanto, ma che si è sciolto progressivamente. Il reiki quindi, è un percorso di crescita per chi offre e per chi riceve. Aiuta a guarire nel corpo e nell’anima, e come ogni processo di guarigione prevede la percezione del dolore. Non procura solo sensazioni positive, mette in contatto con tutto il proprio essere. In Giappone attualmente c’è ancora la scuola creata da Usui: si tratta di un istituzione religiosa gestita da dei monaci con un sistema parecchio diverso da quello occidentale. I monaci si trovano in un ambiente protetto, non interagiscono molto con la vita esterna al tempio. La loro pratica prevede un lavoro su se stessi e la sua trasmissione ai nuovi discepoli.In Italia, il reiki è un percorso che si fa in un contesto di vita quotidiana, il che richiede un lavoro di centratura diverso. Trattandosi di un percorso di guarigione che implica quanto detto prima, è individuale, ma in alcuni momenti può esserci la necessità di un supporto, di figure di riferimento per questioni apparentemente lontane dal Reiki, ma che il Reiki fa emergere, mette in moto. 

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