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venerdì 22 dicembre 2017

Il Mondo - Tarocchi

Molto spesso mi è capitato di leggere su vari siti internet e su alcuni testi cartacei un significato a mio avviso troppo approssimativo della carta del Mondo.
Su per giù suona come "sì, tutto perfetto, e vissero felici e contenti ecc".
Non è assolutamente così.
Come qualsiasi Arcano dei Tarocchi (che sono 78 e non 22), non può essere ridotta ad un semplice "positivo o negativo" in quanto i Tarocchi formulano un vero e proprio discorso, con tanto di dettagliata spiegazione delle situazioni, che gradualmente ognuno apprende ad interpretare proprio come se fosse un testo scritto in una lingua più o meno conosciuta.

Questa carta, come le altre, varia di significato in base:
- a quelle che la circondano
- alla domanda
- a chi è il consultante (uomo o donna).

- Se una donna chiede "tornerò insieme a questa persona?", la carta del Mondo, sopratutto se accompagnata da un 2 di coppe, significa "avrete un chiarimento, un confronto di cui tu (figura al centro della carta) hai bisogno". Il resto del discorso è formulato dalle altre carte. Di per sé, non è un sì e non è neanche un no.
- Nel caso di una donna che chiede riguardo ad un'altra donna, è una risposta più vicina ad un sì, rispetto alla domanda fatta riguardo ad un uomo, in quanto una figura maschile di per sé nella carta del Mondo non c'è.
- Se un uomo formula la stessa domanda riguardo ad una donna, essendo la figura rappresentata sulla carta femminile, accostata al significato filosofico di base, la risposta sarà "incontrerai un'altra persona" , dopo di che, se è la carta finale di una stesa è anche possibile che il ritorno ci sia al termine di un'intero ciclo di esperienze significative a livello relazionale per il consultante (può addirittura nel frattempo avere una figlia con un'altra persona), ma se poi c'è un 10 di spade, è proprio un "no" secco con tanto di motivazione.
- Nelle domande riguardanti una relazione in atto, può indicare la nascita (non gravidanza con un forse, ma nascita) di una figlia (femmina), sopratutto se confermato da un fante di coppe, un 9 di coppe e carte che lo specificano.
Ovviamente questa stessa attenzione va applicata a tutte le domande, ma queste sono le più frequenti con cui l'ho incontrata negli anni, in quelle relative alle questioni lavorative ed economiche non mi è mai capitata.
Ulteriori dettagli sono dati dalla specifica carta del Mondo che avete (disegno, movimento di colore e di figure che crea con le carte vicine).

Come potete vedere non è magia, ma semplice studio, pratica e osservazione.
Ovviamente sono solo alcuni dei tanti significati che questa carta può avere, ma ho trovato utile condividerli.

venerdì 3 novembre 2017

Cartomanzia a se stessi

Spesso si dice che non si dovrebbero fare le carte a se stessi, perché si è eccessivamente coinvolti in una situazione. Per un lungo periodo sono stata d'accordo con questa visione. Poi, ho imparato ad accettare la verità, ad abbandonare le aspettative. Oggi, fare le carte a me stessa mi aiuta ad osservare i miei limiti nella comprensione della realtà di tutti i giorni, a maturare nella comprensione della diversità di linguaggi che costituisce il velo del "prendere per scontato che..." inavvertitamente.
Fare le carte a me stessa, come strumento meditativo, mi ha insegnato a non prendere nulla per scontato.
Tuttavia per fare le carte a se stessi è necessario acquisire l'umiltà di accettare di aver sbagliato la propria valutazione "immediata" della realtà.
La sensitività non esime nessuno dall'essere un essere umano che in alcuni frangenti della sua vita proietta sulla realtà le proprie opinioni (ereditate inconsciamente) e le proprie aspettative.
Osservarle è utile per liberarsene.

venerdì 8 settembre 2017

Precisazione sulla cartomanzia.

Una piccola precisazione.
La cartomanzia è una tecnica di divinazione che prevede l'utilizzo di carte (che possono essere varie: tarocchi, sibille, carte napoletane, esistono moltissimi mazzi, e anche solo i diversi mazzi di Tarocchi presentano notevoli differenze tra loro).
Ogni cartomante, non essendo un semplice ingranaggio di un meccanismo, può scegliere se sviluppare maggiormente un tipo di lettura piuttosto che un altro, e utilizzare tutta la propria persona e la propria creatività (le stese non sono tutte da manuale, ognuno con l'esperienza matura un qualcosa di personale).
Leggere le carte non è un dono: è passione per un qualcosa, intuito e tanto studio. Essere cartomante è anche un percorso di vita, un crescere assieme alle carte. Anche quando c'è una predisposizione, va coltivata, proprio come se si hanno dei semi, non si può dire che si hanno tra le mani già delle piante.
E' un'arte.
Quindi diffiderei di chi vi dice che non ha mai studiato nulla, non ha fatto nessun percorso, ha aperto le carte e all'istante ci ha capito tutto la prima volta. Sì l'incontro con le carte può essere anche positivo e si può apprendere in fretta, ma ci si deve sempre mettere qualcosa di proprio, e nessuno che effettivamente sappia praticare bene quest'arte si è fermato a quel primo approccio.
Una cartomante/ un cartomante non è un ritualista/mago/stregone. E' un cartomante.
Il resto può essere un altro percorso, un'altra cosa che decide di fare nella propria vita, ma sono due cose separate.
Un cartomante può essere di qualsiasi religione.

sabato 10 giugno 2017

Tarocchi e trasformazione

I Tarocchi sono uno strumento di introspezione che può essere di stimolo per cambiare le abitudini che conducono ad una determinata realtà.
La panoramica che offrono è completa: non c'è più il piccolo spazietto della realtà che spesso ricopre la vista. C'è tutto. Proprio ogni singolo elemento.
Non servono per capire come andrà una storia d'amore. L'amore va vissuto.
Possono servire però a comprendere gli schemi comportamentali che si tendono ad adottare entrando in relazione con qualcuno: se  sembra che quello che  viene detto è un qualcosa che è stato già vissuto una o più volte nel corso della vita, c'è un problema alla radice. Non è la persona sbagliata, non capitano sempre le stesse cose per una fatalità. C'è qualcosa da rivedere nel modo di vivere. Si può chiedere come mai questo accade ad esempio, cercare le cause e cosa può aiutare a risolvere la situazione.
Qualche volta le risposte che riguardano la sfera affettiva e quella lavorativa presentano le stesse aree critiche, le stesse debolezze che possono essere ribaltate.
Ma se non si vuole fare alcun cambiamento nella propria vita, interrogare gli Arcani serve a poco.
Avere una conferma di come andranno le cose e dire un giorno che qualcuno lo aveva predetto è di dubbia utilità.
Il passaggio da un responso fatalista ad una lettura nell'ottica di trasformare la qualità della vita è fondamentale. Richiede da parte di chi fa delle domande ascolto, riflessione, osservazione della realtà quotidiana e solo successivamente presentazione di altre eventuali domande in merito ad una situazione.
E' inutile rifare domande nella speranza che il responso cambi.
Non accadrà, per il semplice fatto che non è sufficiente il tempo della domanda per cambiare le cause degli effetti che si vedono nella quotidianità. Per fare questo è necessario cambiare alcune idee di fondo.
Con i Tarocchi si può rintracciare di cosa si tratti.
Da lì in avanti è richiesto l'impegno di chi riceve la risposta.
Forse tra le aree critiche c'è proprio il cercare qualcuno che risolva il problema al proprio posto.
Ma questo non è possibile. 
Vale in questo ambito come in qualsiasi altro.

mercoledì 3 maggio 2017

Tarocchi - La Morte

La Morte è come sappiamo una carta che indica la fine di un qualcosa che fa spazio a qualcosa di nuovo.
Nelle letture, quindi, è la fine di un ciclo, una fase, un'abitudine, un modo di vivere qualsiasi cosa: una relazione, un lavoro, un'esperienza. Il seguito è un qualcosa che è a discrezione dell'individuo.
Cosa c'è dopo? Le carte successive possono dare un indizio...
Ma cosa c'è dopo se è la carta che rappresenta il futuro?
Spesso spaventa, mette in crisi, in quanto porta a raccogliere i frutti dell'esperienza per poi avviarsi verso un qualcosa di ignoto.
Questa Morte si può vedere come una fase del respiro...
Il respiro può essere mentalmente scisso in inspirazione ed espirazione, oppure, si può esercitare una percezione morbida del respiro come una sequenza "circolare" e non come "due linee" distinte.
Allo stesso modo l'archetipo rappresentato dalla Morte può essere vissuto come una trasformazione di "scissione", oppure di "continuità" con il passato mediante un'integrazione con un futuro in una forma differente, come un'evoluzione di un qualcosa che assume forme diverse con il tempo.
Sta al soggetto "esercitare" questo archetipo, sperimentare i diversi modi che ha per accogliere questa trasformazione.

Tarocchi - il Giudizio

La carta del Giudizio é visibilmente divisa in due parti: in basso il passato, in alto il futuro. Al centro? Sta a noi comprendere il confine tra i due momenti.
Qualcosa di nuovo si sta facendo spazio in mezzo alle nuvole. La vita, il destino, una nuova consapevolezza si affacciano alla coscienza.
Un ricordo assopito, un passato '' morto e sepolto'' si presenta come paura del futuro.
Questa carta ci invita a fare questa importante distinzione, a ripulire le percezioni.
Il presente non può essere uguale al passato.
Al massimo può esserlo lo sguardo dello spettatore...

martedì 1 novembre 2016

Tarocchi: qualche regola di schermatura energetica

Spesso la lettura dei Tarocchi richiede lo sviluppo di alcune qualità umane, necessarie anche in altre circostanze della vita. Qualcuno ce le ha per natura, qualcun altro le apprende proprio facendo delle divinazioni, qualcun altro ancora attraverso una serie di esperienze della vita. Una di queste qualità é senz'altro la capacità di porre dei confini. In una divinazione infatti siamo di fronte ad un altro essere umano il cui stato d'animo non sempre gli permette di avere la lucidità di comprenderli, accettarli e rispettarli, e questa potrebbe essere proprio la ragione per cui ci chiede un consulto. Il fine della divinazione deve essere la divinazione stessa e non far contento qualcuno. Chi é abituato a leggere i Tarocchi sa che quello che sta facendo ha una dignità. Per cui se la risposta non é accettata, o svalutata non va cambiata. I tarocchi mettono su un tavolo quello che spesso una persona non vuole vedere o accettare, ma che non per questo non é una realtà. Si possono fare domande per delle soluzioni o per approfondire, niente di più. La domanda non va rifatta. Di solito la persona in questione cambia idea a distanza di pochi giorni, quando ha modo di osservare la realtà con altri occhi, ma affinché una volta notata la validità del responso possa farne buon uso, é necessario essere chiari e inflessibili quando é di fronte a noi.
Può capitare che qualcuno chieda un consulto con l'intenzione di schernire. Si può accettare la sfida, stare al gioco, e dare delle risposte inaspettate. Ma questo costa un impegno energetico notevole e bisogna sempre chiedersi se ne valga la pena. Infondo il fine della divinazione é dare un aiuto.
Infine qualcuno potrebbe chiedere delle divinazioni con altri fini ancora, meno nobili, in questo caso consiglio vivamente di interrompere la o le letture.
Le piccole regole che vi ho elencato hanno un valore energetico molto importante. Infatti può capitarvi dopo una lettura di avvertire un forte dolore agli occhi, alla gola o alla testa.
Se vi dovesse capitare, traetene un insegnamento. Inavvertitamente avete fatto uno sbaglio, non avete posto un confine da qualche parte.
Ricordate che dal momento in cui iniziate a fare delle letture, iniziate anche un percorso insieme alle vostre carte che possono mettervi di fronte a piccoli fastidi per aiutarvi in una crescita personale utile nella vita di tutti i giorni.

lunedì 3 ottobre 2016

Tarocchi: il Papa, alcune ombre

Come ogni altro Arcano, il Papa ha i suoi lati oscuri, quando capovolto o circondato da carte che ne esaltano tali aspetti.
Dal punto di vista del consultante si tratta per lo più di una figura con doti intellettuali e persuasive molto sviluppate, utilizzate a suo danno. Una figura impeccabile nell'uso delle parole, spesso di dubbia verità, con motivazioni "superiori", "alte", che fanno appello all'integrità morale presente o mancante di chi chiede la sua benedizione per...vivere.
Ma come sempre l'attenzione va spostata su un quesito più profondo: perché ti stai inginocchiando e chiedi la benedizione di un padre (metaforico) per agire? Perché cerchi qualcuno che ti dia conferma se quello che fai nella tua vita sia giusto o sbagliato? Può trattarsi di una relazione, oppure dei passi su una via. Ti stai mettendo nella posizione di un suddito, di un allievo, pendi dalle labbra di qualcuno che pensi possa insegnarti a vivere, a trovarti in pace con l'Universo fuori e dentro te. Ma credi realmente che sia così? Perché lo stai facendo?
Forse è il momento di alzarti in piedi e guardare il fragile essere umano che si trova dietro a quei abiti, proprio come te. Un dialogo alla pari indipendentemente da chi tu abbia davanti è auspicabile nella vita quotidiana.

sabato 1 ottobre 2016

Scegliere un mazzo di tarocchi: alcune annotazioni

Come faccio a scegliere un mazzo di Tarocchi in mezzo ad altri? Quali sono le differenze sostanziali che potranno verificarsi nelle mie letture? Qual è il mazzo più adatto ad un principiante? Sono tutti uguali? Sono domande che possono sorgere spontanee avvicinandosi per la prima volta alla divinazione e qualche volta nel corso del tempo può rimanere della confusione in merito.
E bene, avendo avuto la fortuna di osservare diversi mazzi di carte dopo averne utilizzato uno solo per diversi anni, ho sentito di voler condividere alcune piccole annotazioni in merito.
Innanzitutto anche se sono tutti Tarocchi, non sono tutti lo stesso mazzo di carte.
  • Molti hanno delle parole chiave scritte infondo ad ogni carta. Si tratta di mazzi che hanno già un proprio "carattere". La scritta è parte integrante della carta, non si deve fingere che non ci sia, perché conosciamo il significato generale della carta. Se lo doveste fare, potreste avere l'impressione di non aver ricevuto risposta o giudicare negativamente le carte. La scritta in questione non è "sbagliata" se differisce dal nostro bagaglio di informazioni, ma caratterizza quel mazzo rispetto ad un altro. Quando ci troviamo in mano uno di questi mazzi lo dobbiamo semplicemente conoscere col passare del tempo attraverso le letture stesse. Con questo non voglio dire che non si debbano conoscere bene le simbologie degli Arcani, sopratutto per quanto riguarda i Maggiori, (che col passare del tempo approfondiremo anche e sopratutto col nostro vissuto personale oltre che con una preparazione di base), ma in particolar modo con i Minori non ci si deve fossilizzare su un significato standard. Spesso si tratta di mazzi "vivaci", "diretti", che hanno un loro perché. Se lo abbiamo scelto, acquistato, o ci è stato regalato, sta a noi conoscerlo. Non è un mazzo "x", è il nostro mazzo. 
  • La stessa cosa vale per le variazioni di immagini. Una "Torre" e la "Torre" che abbiamo davanti possono presentare delle sfumature diverse. Con questo non sarà "meno Torre", ma sarà una Torre diversa. In alcuni mazzi è rappresentata come chiusa, "sul punto di...", in altri c'è un crollo in corso e qualcuno è ancora all'interno, in altri ci sono figure umane che già si stanno riprendendo, per non parlare della piuma della fenice presente solo in alcuni mazzi, mentre in altri non c'è alcun segno di ripresa che sarà evidenziato in altre carte. La sfumatura di significato in questi casi cambia in base al disegno generale di quello specifico mazzo di carte.
  • I mazzi di carte "senza scritte", sono l'ideale per chi sceglie o ha già alle spalle un approfondito studio su tutti gli Arcani che compongono un mazzo. Infatti, può risultare molto difficile leggere un mazzo di carte con delle variazioni quando si ha già una panoramica molto ampia sul significato generale di ogni Arcano. 
  • Dunque, nessun mazzo è "migliore di un altro" di per sè, ma sicuramente ce ne sono alcuni che corrispondono maggiormente alle nostre esigenze. 
  • Quello che in seguito farà la differenza sarà il rapporto che instaureremo con il mazzo in questione. Consiglio di portarlo, sopratutto all'inizio sempre con sè, in modo da stabilire progressivamente un legame energetico sempre più forte. Un mazzo di carte nuovo, rispetto ad uno che consultate da diversi anni può risultarvi "freddo" nelle risposte, carente di quel clima quasi confidenziale che invece avreste con uno che consultate da diversi anni.
  • Infine, i "canali" principali siete voi. Il vostro vissuto di ogni Arcano nella vostra vita quotidiana. In diverse fasi della vita possiamo rivedere e arricchire il significato di un Archetipo rispetto alle fasi precedenti. Un giorno conosciamo una sfumatura del Papa, domani altre. Oggi conosciamo alcune luci, domani altre ombre in base ad uno sguardo sulla vita che nessun altro può avere, cogliendo dettagli singolari.