Non tutti coloro che ci vogliono bene, ce ne vogliono in questa forma e in questo spazio.
Alcuni, stanno ancora piangendo per la nostra dipartita in un lontano universo.
Ci sono luoghi in cui abbiamo lasciato uno spazio vuoto... E altri in cui siamo giunti ad occuparne temporaneamente uno. Ma mai abbiamo cessato di voler bene a tutti, proprio tutti quelli che abbiamo incontrato, né mai ce ne siamo separati davvero. Quando vi sentite tristi senza motivo, ricordatevelo, che alcune ragioni, sono invisibili agli occhi. Se qualcuno che vi vuole bene, ovunque si trovi vi pensa, a prescindere dalla forma che avete ora con nostalgia, potreste avvertirne, senza sapere però, nell'ignoranza dell'oggi cosa possa essere quella sensazione. Qualcuno da qualche parte vorrebbe vedervi tornare a casa... Ma non succede. Non può succedere. Non più in quella forma. Ma nel cuore a livello sottile, continuerete ad essere vicini. Se solo potessimo vedere per un istante tutti i legami che abbiamo creato in tutti gli universi in cui abbiamo vissuto, non potremmo che avere un pensiero di luce che coprirebbe ogni direzione. :)
Benvenuti! Questo blog non vuole essere un manuale generale. Piuttosto vuole essere spunto di riflessione su alcune tematiche e su alcuni aspetti che emergono spesso dalla pratica. Ovviamente se invece avete un quesito generale sul Reiki o sulla divinazione tramite Tarocchi, potete lasciarlo nei commenti o contattarmi. Buona lettura :)
sabato 5 ottobre 2019
lunedì 28 gennaio 2019
Incorniciare... per filtrare
Ogni vissuto, dal più piccolo al più grande, è sacro.
Ogni incontro, ogni luogo, ogni esperienza ha qualcosa che può donare evoluzione.
Non abbiate fretta di iniziare.
E neanche di concludere.
Ogni incontro, ogni luogo, ogni esperienza ha qualcosa che può donare evoluzione.
Non abbiate fretta di iniziare.
E neanche di concludere.
A volte è necessario incorniciare.
Una giornata, una settimana, un mese, un percorso di vita.
La nostra mente incornicia che lo vogliamo o meno... ma alcune cornici sono marce tanto da rovinare anche le pareti.
Una giornata, una settimana, un mese, un percorso di vita.
La nostra mente incornicia che lo vogliamo o meno... ma alcune cornici sono marce tanto da rovinare anche le pareti.
Possiamo scegliere di soffermarci consapevolmente, anche per pochi istanti, per scegliere le cornici dei quadri che appendiamo alle pareti della casa in cui risiede temporaneamente la nostra Anima.
Non siamo qui per sempre.
Non siamo per sempre in questo corpo, in questa mente, in queste emozioni.
Non siamo per sempre in questo corpo, in questa mente, in queste emozioni.
Ma i pensieri che abitano la nostra mente di oggi, resteranno qui, e anche le emozioni scorreranno da qualche altra parte.
Le cornici sono un modo per poter dare delle piccole indicazioni quotidiane a questi temporanei compagni di viaggio, prima che se ne vadano, o prima che ce ne allontaniamo noi.
Sono un dono a noi stessi per il tempo della nostra permanenza, e per coloro che resteranno per più tempo o giungeranno dopo.
Sono un dono a noi stessi per il tempo della nostra permanenza, e per coloro che resteranno per più tempo o giungeranno dopo.
Nessun lavoro interiore è perso.
Tutto rimane... qui.
Tutto rimane... qui.
All'essenziale... non si può aggiungere né togliere nulla.
Quello che cambia è cosa lasciamo qui, al nostro passaggio.
Quello che cambia è cosa lasciamo qui, al nostro passaggio.
L'anima è in una condizione di onniscenza, non ha bisogno di conoscenza acquisita.
Come non ha i bisogni che ipotizziamo per via della nostra immersione in una mente, un corpo e nelle emozioni.
Come non ha i bisogni che ipotizziamo per via della nostra immersione in una mente, un corpo e nelle emozioni.
Siamo qui per lasciare qualcosa, filtrare quanto ci attraversa pulendo quanto ci circonda su più piani.
Non abbiamo molto da prendere in quanto l'essenza, ha già tutto. Può assumere qualunque forma, diventare qualsiasi cosa voglia in qualsiasi tempo e in qualsiasi spazio dell' Universo, o addirittura fare a meno di entrambi.
Non ritenetevi egoisti nel lavorare su voi stessi, quindi.
Perché anche lo sforzo apparentemente invisibile, modifica la realtà, non solo quella personale, ma anche di tutti coloro che entrano in contatto con voi, o visitano i luoghi fisici che avete attraversato.
Perché anche lo sforzo apparentemente invisibile, modifica la realtà, non solo quella personale, ma anche di tutti coloro che entrano in contatto con voi, o visitano i luoghi fisici che avete attraversato.
venerdì 7 dicembre 2018
Che cos'è un legamento... perchè non va fatto.
Sei invitato/a in una casa.
Ti viene aperta la porta da qualcuno.
Dentro c'è un passerotto che tenta disperatamente di uscire.
Sfugge dalle mani, si nasconde, sbatte da una parete all'altra.
Ti si chiede di non farlo uscire, e aiutare a rimetterlo in una gabbia.
Tu lo inizi a fare.
Il passerotto trova comunque una via per uscire.
Ma tu lo fermi con qualcosa che lui non vede e non sa gestire. Non sa.
Lo riporti nella casa.
Chiudi la porta e te ne vai.
Questa è la descrizione di cosa fa una persona che esegue un legamento d'amore.
Chi lo chiede, è quello che apre la porta per fare ciò.
Il passerotto è l'altra persona.
Potete metterci tutti gli angioletti che volete.
Il contenuto non cambia.
E' un danno importante nel percorso evolutivo di un essere umano... è una sfida che mettete sul suo cammino... per la quale però gli strumenti poi, se state commissionando non avete ne voi, ne l'altra persona, per cui, non la potrete neanche aiutare e vi autocondannate a soffrire in due.
Ti viene aperta la porta da qualcuno.
Dentro c'è un passerotto che tenta disperatamente di uscire.
Sfugge dalle mani, si nasconde, sbatte da una parete all'altra.
Ti si chiede di non farlo uscire, e aiutare a rimetterlo in una gabbia.
Tu lo inizi a fare.
Il passerotto trova comunque una via per uscire.
Ma tu lo fermi con qualcosa che lui non vede e non sa gestire. Non sa.
Lo riporti nella casa.
Chiudi la porta e te ne vai.
Questa è la descrizione di cosa fa una persona che esegue un legamento d'amore.
Chi lo chiede, è quello che apre la porta per fare ciò.
Il passerotto è l'altra persona.
Potete metterci tutti gli angioletti che volete.
Il contenuto non cambia.
1. Non è lontanamente un atto d'amore. L'amore... è libertà.
2. Non esiste un prezzo in soldi... per un "legamento senza karma" (controsenso nella definizione). L'azione compiuta non si sconta in soldi, ma in qualcosa di equivalente, ossia uno stato di prigionia.
- Quindi chi vi parla di legamenti d'amore senza karma, vi sta prendendo in giro.
- Chi vi parla di legamenti d'amore che non fanno del male a nessuno, idem.
- Quindi chi vi parla di legamenti d'amore senza karma, vi sta prendendo in giro.
- Chi vi parla di legamenti d'amore che non fanno del male a nessuno, idem.
E' un danno importante nel percorso evolutivo di un essere umano... è una sfida che mettete sul suo cammino... per la quale però gli strumenti poi, se state commissionando non avete ne voi, ne l'altra persona, per cui, non la potrete neanche aiutare e vi autocondannate a soffrire in due.
mercoledì 5 dicembre 2018
Il vero ciclo di maledizioni.
Quello che scriverò in questo post, è semplice risultato di una ricerca interiore.
Una visione che si è aperta di fronte ai miei occhi, di notte.
Una delle tante, forse la prima che condivido apertamente con chi capiterà su questo scritto, più o meno casualmente.
Può essere vera o falsa secondo le varie scuole di pensiero e scienze, non è più un qualcosa che mi interessa.
E' solo quello che ho visto, e udito.
A ogni mente la libera scelta di accogliere o scartare.
Un giorno, camminando all'interno di una stazione, mi attraversò la mente l'immagine di un barattolo di vetro. Uno per ogni persona, me compresa, ovviamente.
Le pareti si appannavano periodicamente, respirando, e dopo un po' erano da pulire, con una tecnica o un'altra, un po' come per le pubblicità dei detersivi. L'aria dentro il barattolo tendeva ad essere sempre più sporca, riciclata, per quanto variassero gli strumenti, per quanto fossi capace di distruggere e creare realtà di vita nuove. Mi spostavo fisicamente da un posto all'altro, cambiavo abitudini, opinioni, azioni. Ogni volta ero convinta di aver distrutto il barattolo, con moti anticonvenzionali, folli. Iniziavo a respirare, l'aria sembrava pulita, ma dopo un po' notavo che qualcosa si appannava ancora.
Ero ancora dentro il barattolo.
Non esisteva scienza, per quanto fossero meravigliose, efficaci nei loro settori, quelle che avevo appreso, che avesse realmente distrutto il barattolo.
Era sempre lì.
Decisi allora, una volta tornata a casa, verso sera, di servirmi di una di queste arti, per domandare ancora una volta la verità. Cos'era il barattolo che mi era stato mostrato poco prima?
Sembrava quasi... Una maledizione.
E lo era.
Domandai come potessi liberarmene... E la risposta mi stupì.
Non vidi me. Non sentì parlare di me.
Già nelle esplorazioni precedenti, avevo trovato i miei dati in luoghi molto lontani, molto lontani anche dalla Terra.
Questa volta, innanzitutto, compresi che il pianeta Terra, inviava degli impulsi agli esseri umani, nei punti in cui ne aveva ricevuto maggiori danni. Gli esseri umani, sarebbero stati convinti di essere in guerra tra loro per le loro ragioni. In realtà, erano semplicemente attraversati da un moto di rabbia e di dolore proprio del pianeta, come quando noi abbiamo un'infiammazione sul braccio... brucia... fa male in quel punto e il nostro corpo si attiva, inviando segnali e risorse, per rimuovere il problema.
Le guerre, su questo pianeta, non sarebbero potute cessare, senza rimediare ai danni, o per lo meno, senza smettere di infierire ulteriormente sulle "ferite" già create sulla sua superficie, a causa di questi impulsi ricevuti, da un corpo molto più grande.
Successivamente, mi affacciai ad un'altra realtà: i testi ""sacri".
Uno dei più "famosi", pieno di maledizioni a stirpi intere, è la Bibbia.
Già... le maledizioni che avrebbero attraversato generazioni intere.
Pur avendo approfondito poco, ed essendo stata solo una risposta fugace, compresi che esistite o meno quelle maledizioni in un tempo lontano, ogni giorno, da millenni, quelle maledizioni vengono rilette, in varie parti del mondo, venerate, adorate, e tanti, tanti esseri umani si piegano di fronte ad esse, accettando una "punizione lecita" e uno stato di schiavitù generale.
Per cui, esistite o meno prima, sicuramente oggi, sono parte attiva del nostro campo energetico, in quanto risuonano in tante menti e bocche, a prescindere da cosa facciamo noi nel nostro piccolo.
Da qui mi affacciai ad uno scenario più vicino a me.
La mia famiglia, alcune generazioni fa, era di alta nobiltà, caduta a picco di generazione in generazione sempre più in basso. Da entrambe le parti.
Da un lato ricchi proprietari terrieri, che hanno perso tutto con un'ondata violenta di ribellione popolare che non ha tenuto conto del comportamento dei singoli, ma dell'appartenenza alla categoria di quelli "che avevano molto".
I più sono morti, uno solo, abile a mischiarsi tra le folle, è fuggito e sopravvissuto, con un grande dolore nel cuore.
Dall'altro ceppo, una lenta decadenza interiore, ha portato a perdere tutto mediante vizi.
Dopo la decadenza, le storie sono diventate pervase da ondate di violenza.
Il problema non era materiale, ma un qualcosa che logorava nella carne e nello spirito.
Chi aveva molto, a prescindere dalla propria etica comportamentale, ogni giorno, ospitava sulla propria testa, una nuvola di ingiurie, maledizioni, dovute a sofferenze di chi soffriva per le fatiche del lavoro, a ritorno a casa litigava con i familiari, e compiva brutti gesti, non avendo avuto il tempo di coltivare la comprensione delle proprie azioni. La testa con la nuvola nera, ovviamente, non aveva un nome, ma un cognome, o l'appartenenza ad una categoria più grande.
La nuvola, con il tempo, sarebbe iniziata a discendere, a cambiare forma e a diventare materia.
Oggi...
Io vivo in Occidente.
Come i pochi che leggeranno questo scritto.
Ho un telefono prodotto in una fabbrica, in cui le persone lavorano ogni giorno per ore e ore per una miseria, dall'altra parte del mondo. Non hanno il tempo di coltivare una mente ed un cuore felici. Né tanto meno un corpo che stia bene. Lo devono fare, se vogliono avere la possibilità di sopravvivere e aiutare i propri cari a fare altrettanto.
Ho del tempo per me, dei vestiti, 3 pasti quotidiani, un posto in cui vivere.
Ho l'acqua tutti i giorni a mia disposizione.
Oggi
Io, come voi, ho sulla mia testa una nuvola nera...
Non avendo ancora finito di nutrirmi della pioggia di veleno, di quella che ha avvolto i miei antenati.
Il famoso barattolo di vetro, sporco, nel quale vive un occidentale
- E' la sofferenza di tutti coloro che ogni giorno vanno a lavorare per guadagnare un euro, da qualcosa che noi acquistiamo per 80, qualcuno anche molto di più.
- E' la sofferenza di un pianeta che non riesce a trovare una comunicazione con noi che non sia un'urto.
- Sono coloro che muoiono e vedono morire i propri cari a causa delle guerre, esportate dal colonialismo europeo ancora in atto. E noi... siamo europei.
- Sono coloro che si inginocchiano di fronte a delle parole che negano la dignità umana.
L'elenco potrebbe andare avanti per molto, ma ad ognuno le proprie conclusioni.
Ovunque io mi trovi, io sono parte di "quelli fortunati".
Non importa cosa io faccia nella mia vita e come viva.
Sono parte di un meccanismo sporco, per "posizione".
Siamo tutti collegati, e la sofferenza di ogni singolo essere umano risuona in tutti i cuori, consapevoli o meno.
Ora, possiamo anche occuparci di risolvere i nostri piccoli problemi quotidiani dentro e fuori...
Ma... il famoso risveglio, di cui tanto si parla, non serve ad altro che per attivarci per cambiare queste realtà, nella consapevolezza che ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa.
Se pulisci il tuo barattolo, puoi stare bene per un po'.
Se si rompe il "grande barattolo comune", puoi essere felice.
Una visione che si è aperta di fronte ai miei occhi, di notte.
Una delle tante, forse la prima che condivido apertamente con chi capiterà su questo scritto, più o meno casualmente.
Può essere vera o falsa secondo le varie scuole di pensiero e scienze, non è più un qualcosa che mi interessa.
E' solo quello che ho visto, e udito.
A ogni mente la libera scelta di accogliere o scartare.
Un giorno, camminando all'interno di una stazione, mi attraversò la mente l'immagine di un barattolo di vetro. Uno per ogni persona, me compresa, ovviamente.
Le pareti si appannavano periodicamente, respirando, e dopo un po' erano da pulire, con una tecnica o un'altra, un po' come per le pubblicità dei detersivi. L'aria dentro il barattolo tendeva ad essere sempre più sporca, riciclata, per quanto variassero gli strumenti, per quanto fossi capace di distruggere e creare realtà di vita nuove. Mi spostavo fisicamente da un posto all'altro, cambiavo abitudini, opinioni, azioni. Ogni volta ero convinta di aver distrutto il barattolo, con moti anticonvenzionali, folli. Iniziavo a respirare, l'aria sembrava pulita, ma dopo un po' notavo che qualcosa si appannava ancora.
Ero ancora dentro il barattolo.
Non esisteva scienza, per quanto fossero meravigliose, efficaci nei loro settori, quelle che avevo appreso, che avesse realmente distrutto il barattolo.
Era sempre lì.
Decisi allora, una volta tornata a casa, verso sera, di servirmi di una di queste arti, per domandare ancora una volta la verità. Cos'era il barattolo che mi era stato mostrato poco prima?
Sembrava quasi... Una maledizione.
E lo era.
Domandai come potessi liberarmene... E la risposta mi stupì.
Non vidi me. Non sentì parlare di me.
Già nelle esplorazioni precedenti, avevo trovato i miei dati in luoghi molto lontani, molto lontani anche dalla Terra.
Questa volta, innanzitutto, compresi che il pianeta Terra, inviava degli impulsi agli esseri umani, nei punti in cui ne aveva ricevuto maggiori danni. Gli esseri umani, sarebbero stati convinti di essere in guerra tra loro per le loro ragioni. In realtà, erano semplicemente attraversati da un moto di rabbia e di dolore proprio del pianeta, come quando noi abbiamo un'infiammazione sul braccio... brucia... fa male in quel punto e il nostro corpo si attiva, inviando segnali e risorse, per rimuovere il problema.
Le guerre, su questo pianeta, non sarebbero potute cessare, senza rimediare ai danni, o per lo meno, senza smettere di infierire ulteriormente sulle "ferite" già create sulla sua superficie, a causa di questi impulsi ricevuti, da un corpo molto più grande.
Successivamente, mi affacciai ad un'altra realtà: i testi ""sacri".
Uno dei più "famosi", pieno di maledizioni a stirpi intere, è la Bibbia.
Già... le maledizioni che avrebbero attraversato generazioni intere.
Pur avendo approfondito poco, ed essendo stata solo una risposta fugace, compresi che esistite o meno quelle maledizioni in un tempo lontano, ogni giorno, da millenni, quelle maledizioni vengono rilette, in varie parti del mondo, venerate, adorate, e tanti, tanti esseri umani si piegano di fronte ad esse, accettando una "punizione lecita" e uno stato di schiavitù generale.
Per cui, esistite o meno prima, sicuramente oggi, sono parte attiva del nostro campo energetico, in quanto risuonano in tante menti e bocche, a prescindere da cosa facciamo noi nel nostro piccolo.
Da qui mi affacciai ad uno scenario più vicino a me.
La mia famiglia, alcune generazioni fa, era di alta nobiltà, caduta a picco di generazione in generazione sempre più in basso. Da entrambe le parti.
Da un lato ricchi proprietari terrieri, che hanno perso tutto con un'ondata violenta di ribellione popolare che non ha tenuto conto del comportamento dei singoli, ma dell'appartenenza alla categoria di quelli "che avevano molto".
I più sono morti, uno solo, abile a mischiarsi tra le folle, è fuggito e sopravvissuto, con un grande dolore nel cuore.
Dall'altro ceppo, una lenta decadenza interiore, ha portato a perdere tutto mediante vizi.
Dopo la decadenza, le storie sono diventate pervase da ondate di violenza.
Il problema non era materiale, ma un qualcosa che logorava nella carne e nello spirito.
Chi aveva molto, a prescindere dalla propria etica comportamentale, ogni giorno, ospitava sulla propria testa, una nuvola di ingiurie, maledizioni, dovute a sofferenze di chi soffriva per le fatiche del lavoro, a ritorno a casa litigava con i familiari, e compiva brutti gesti, non avendo avuto il tempo di coltivare la comprensione delle proprie azioni. La testa con la nuvola nera, ovviamente, non aveva un nome, ma un cognome, o l'appartenenza ad una categoria più grande.
La nuvola, con il tempo, sarebbe iniziata a discendere, a cambiare forma e a diventare materia.
Oggi...
Io vivo in Occidente.
Come i pochi che leggeranno questo scritto.
Ho un telefono prodotto in una fabbrica, in cui le persone lavorano ogni giorno per ore e ore per una miseria, dall'altra parte del mondo. Non hanno il tempo di coltivare una mente ed un cuore felici. Né tanto meno un corpo che stia bene. Lo devono fare, se vogliono avere la possibilità di sopravvivere e aiutare i propri cari a fare altrettanto.
Ho del tempo per me, dei vestiti, 3 pasti quotidiani, un posto in cui vivere.
Ho l'acqua tutti i giorni a mia disposizione.
Oggi
Io, come voi, ho sulla mia testa una nuvola nera...
Non avendo ancora finito di nutrirmi della pioggia di veleno, di quella che ha avvolto i miei antenati.
Il famoso barattolo di vetro, sporco, nel quale vive un occidentale
- E' la sofferenza di tutti coloro che ogni giorno vanno a lavorare per guadagnare un euro, da qualcosa che noi acquistiamo per 80, qualcuno anche molto di più.
- E' la sofferenza di un pianeta che non riesce a trovare una comunicazione con noi che non sia un'urto.
- Sono coloro che muoiono e vedono morire i propri cari a causa delle guerre, esportate dal colonialismo europeo ancora in atto. E noi... siamo europei.
- Sono coloro che si inginocchiano di fronte a delle parole che negano la dignità umana.
L'elenco potrebbe andare avanti per molto, ma ad ognuno le proprie conclusioni.
Ovunque io mi trovi, io sono parte di "quelli fortunati".
Non importa cosa io faccia nella mia vita e come viva.
Sono parte di un meccanismo sporco, per "posizione".
Siamo tutti collegati, e la sofferenza di ogni singolo essere umano risuona in tutti i cuori, consapevoli o meno.
Ora, possiamo anche occuparci di risolvere i nostri piccoli problemi quotidiani dentro e fuori...
Ma... il famoso risveglio, di cui tanto si parla, non serve ad altro che per attivarci per cambiare queste realtà, nella consapevolezza che ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa.
Se pulisci il tuo barattolo, puoi stare bene per un po'.
Se si rompe il "grande barattolo comune", puoi essere felice.
lunedì 17 settembre 2018
Reiki - Trattare l'acqua
Un'abitudine sana per la maggioranza dei propri corpi (fisico, mentale, emozionale) è quella di purificare energeticamente l'acqua che si ha intenzione di bere (almeno quella che si beve in maggiore quantità).
Iniziai quest'abitudine per sperimentare, su un bicchiere d'acqua da rubinetto. Si energizzò in fretta, e una volta mandata giù nel giro di una decina di minuti scomparve il lieve mal di gola che avevo.
Ripetendo il giorno seguente, notai che mentre trattavo il mio bicchiere, vibrava anche l'acqua nel recipiente da cui l'avevo versata e questa cosa mi ha incuriosita nel voler continuare a trattare l'acqua in bicchieri, recipienti,bottiglie...bottiglie, qua il tasto dolente.
Trattando una bottiglia d'acqua comprata in un supermercato... avevo tra le mani qualcosa di completamente diverso. L'acqua della bottiglia, era carica di parole... pensieri... emozioni, preoccupazioni, paure, ansie, discorsi frammentati e non. C'era di tutto. Sembrava quasi una persona in quanto ormai aveva formato un intero corpo fatto di emozioni e pensieri. Le informazioni contenute in quell'acqua sembravano non finire più... A differenza dei soliti 5-10 minuti impiegati per l'acqua corrente, impiegai ben 40 minuti su quell'acqua.
Se non avete una tecnica per purificarla, trasferitela in una vostra bottiglia in vetro decorata con nuove informazioni (mantra/simboli di purificazione/parole) e tenetela lì un po' prima di berla.
Iniziai quest'abitudine per sperimentare, su un bicchiere d'acqua da rubinetto. Si energizzò in fretta, e una volta mandata giù nel giro di una decina di minuti scomparve il lieve mal di gola che avevo.
Ripetendo il giorno seguente, notai che mentre trattavo il mio bicchiere, vibrava anche l'acqua nel recipiente da cui l'avevo versata e questa cosa mi ha incuriosita nel voler continuare a trattare l'acqua in bicchieri, recipienti,bottiglie...bottiglie, qua il tasto dolente.
Trattando una bottiglia d'acqua comprata in un supermercato... avevo tra le mani qualcosa di completamente diverso. L'acqua della bottiglia, era carica di parole... pensieri... emozioni, preoccupazioni, paure, ansie, discorsi frammentati e non. C'era di tutto. Sembrava quasi una persona in quanto ormai aveva formato un intero corpo fatto di emozioni e pensieri. Le informazioni contenute in quell'acqua sembravano non finire più... A differenza dei soliti 5-10 minuti impiegati per l'acqua corrente, impiegai ben 40 minuti su quell'acqua.
Effettivamente la grande differenza tra l'acqua in bottiglia e l'acqua corrente, sta nel fatto che l'acqua in bottiglia assorbe informazioni da tutti i luoghi in cui si trova e da tutte le persone che ogni giorno passano vicino.
Da questo esperimento fatto per gioco, consiglio vivamente a chi ne ha la possibilità di trattare con il Reiki o con altre tecniche l'acqua prima di berla, sopratutto quella in bottiglia.
Da questo esperimento fatto per gioco, consiglio vivamente a chi ne ha la possibilità di trattare con il Reiki o con altre tecniche l'acqua prima di berla, sopratutto quella in bottiglia.
Se non avete una tecnica per purificarla, trasferitela in una vostra bottiglia in vetro decorata con nuove informazioni (mantra/simboli di purificazione/parole) e tenetela lì un po' prima di berla.
lunedì 23 luglio 2018
Chiaroveggenza
La chiaro-veggenza non è altro che il grado in cui un individuo dà il permesso al proprio occhio interiore di vedere.
La capacità di dissolvere la nebbia che separa dalla realtà, che si tratti di persone, eventi, oggetti o altro.
La capacità di dissolvere la nebbia che separa dalla realtà, che si tratti di persone, eventi, oggetti o altro.
Il terzo occhio non si può chiudere.
L'Anima non dorme mai anche se conosce la natura del sonno.
Non ne ha bisogno.
Quella di vedere chiaramente è una decisione.
Se si decide di vedere chiaramente, l'Anima ci guiderà lungo il sentiero della dissoluzione della nebbia che generiamo per non vedere, o per avere compagni di una visione comune.
Meno spazio occupa la nebbia e più sono le informazioni a cui si ha accesso.
Chi arriva a dissolvere la sorgente della nebbia, raggiunge uno stato di visione chiara permanente. Chiara nel presente, nel passato e nel futuro.
La dissoluzione non è una battaglia.
Piuttosto una decisione di riappacificazione.
Innanzitutto con la nostra possibilità di vedere, e poi con quello che guardiamo.
Innanzitutto con la nostra possibilità di vedere, e poi con quello che guardiamo.
E' tutta una questione di permesso,
ossia di fiducia.
ossia di fiducia.
mercoledì 11 luglio 2018
Come funziona un consulto di carte con me
Ogni giorno, salvo altri impegni, sono disponibile, su prenotazione, per consulti di cartomanzia.
Utilizzo prevalentemente i tarocchi.
Utilizzo prevalentemente i tarocchi.
- Ogni consulto ha una durata variabile a seconda dei quesiti del consultante, ma generalmente non supera un'ora.
- Le domande devono essere chiare, specifiche e concrete (non filosofiche). Possono riguardare vari ambiti come quello economico-lavorativo, affettivo/amoroso e affini. Accetto domande sulla salute ma rimando comunque ad un medico in quanto la sua professione è più adatta a rispondere in merito. Non rispondo a domande su eventuali gravidanze in atto per una questione etica, a meno che le carte stesse in altre stese non dicano qualcosa in merito.
- Non mi raccontate/spiegate/cercate di convincere di qualcosa. Non voglio entrare nelle vostre vite, ma darvi una panoramica distante di un "insieme" della situazione, come... un cielo stellato visto dalla Terra. Alcune cose che emergeranno dal consulto non potete comprenderle in quanto, trattandosi di futuro, non potete ancora inquadrarle razionalmente, per cui prestate attenzione ai passaggi chiave senza giudizio, in quanto nel momento in cui si verificheranno avrete già una panoramica chiara di dove vi trovate, cosa sta succedendo e dove porta, e sulla strada migliore da percorrere.
- Una stesa si realizza mediamente nel giro di 3-6 mesi (6 mesi per intero), a meno che la domanda nello specifico non vada oltre.
Il consulto è un momento sacro che richiede la vostra presenza e attenzione. Quando fate una domanda ascoltate la risposta, se volete appuntatevi qualcosa. Non potete rifarmi la stessa domanda in un altro consulto o chiedermi delucidazioni che vi vengono in mente dopo razionalizzando, per la stessa ragione del punto precedente. - Tra un consulto e l'altro per una stessa questione devono trascorrere almeno 6 mesi, a meno che la stesa per intero non si sia realizzata in un tempo più breve.
- La mia istruzione ed esperienza, al di fuori dell'ambito della cartomanzia, mi porta ad affermare anche che la psicologia e la cartomanzia sono due ambiti separati. Per cui, non utilizzerò le carte per guidarvi
Iscriviti a:
Post (Atom)
