mercoledì 5 dicembre 2018

Il vero ciclo di maledizioni.

Quello che scriverò in questo post, è semplice risultato di una ricerca interiore.
Una visione che si è aperta di fronte ai miei occhi, di notte.
Una delle tante, forse la prima che condivido apertamente con chi capiterà su questo scritto, più o meno casualmente.
Può essere vera o falsa secondo le varie scuole di pensiero e scienze, non è più un qualcosa che mi interessa.
E' solo quello che ho visto, e udito.
A ogni mente la libera scelta di accogliere o scartare.

Un giorno, camminando all'interno di una stazione, mi attraversò la mente l'immagine di un barattolo di vetro. Uno per ogni persona, me compresa, ovviamente.
Le pareti si appannavano periodicamente, respirando, e dopo un po' erano da pulire, con una tecnica o un'altra, un po' come per le pubblicità dei detersivi. L'aria dentro il barattolo tendeva ad essere sempre più sporca, riciclata, per quanto variassero gli strumenti, per quanto fossi capace di distruggere e creare realtà di vita nuove. Mi spostavo fisicamente da un posto all'altro, cambiavo abitudini, opinioni, azioni. Ogni volta ero convinta di aver distrutto il barattolo, con moti anticonvenzionali, folli. Iniziavo a respirare, l'aria sembrava pulita, ma dopo un po' notavo che qualcosa si appannava ancora.
Ero ancora dentro il barattolo.
Non esisteva scienza, per quanto fossero meravigliose, efficaci nei loro settori, quelle che avevo appreso, che avesse realmente distrutto il barattolo.
Era sempre lì.

Decisi allora, una volta tornata a casa, verso sera, di servirmi di una di queste arti, per domandare ancora una volta la verità. Cos'era il barattolo che mi era stato mostrato poco prima?
Sembrava quasi... Una maledizione.
E lo era.

Domandai come potessi liberarmene... E la risposta mi stupì.

Non vidi me. Non sentì parlare di me.

Già nelle esplorazioni precedenti, avevo trovato i miei dati in luoghi molto lontani, molto lontani anche dalla Terra.

Questa volta, innanzitutto, compresi che il pianeta Terra, inviava degli impulsi agli esseri umani, nei punti in cui ne aveva ricevuto maggiori danni. Gli esseri umani, sarebbero stati convinti di essere in guerra tra loro per le loro ragioni. In realtà, erano semplicemente attraversati da un moto di rabbia e di dolore proprio del pianeta, come quando noi abbiamo un'infiammazione sul braccio... brucia... fa male in quel punto e il nostro corpo si attiva, inviando segnali e risorse, per rimuovere il problema.
Le guerre, su questo pianeta, non sarebbero potute cessare, senza rimediare ai danni, o per lo meno, senza smettere di infierire ulteriormente sulle "ferite" già create sulla sua superficie, a causa di questi impulsi ricevuti, da un corpo molto più grande.

Successivamente, mi affacciai ad un'altra realtà: i testi ""sacri".
Uno dei più "famosi", pieno di maledizioni a stirpi intere, è la Bibbia.
Già... le maledizioni che avrebbero attraversato generazioni intere.
Pur avendo approfondito poco, ed essendo stata solo una risposta fugace, compresi che esistite o meno quelle maledizioni in un tempo lontano, ogni giorno, da millenni, quelle maledizioni vengono rilette, in varie parti del mondo, venerate, adorate, e tanti, tanti esseri umani si piegano di fronte ad esse, accettando una "punizione lecita" e uno stato di schiavitù generale.
Per cui, esistite o meno prima, sicuramente oggi, sono parte attiva del nostro campo energetico, in quanto risuonano in tante menti e bocche, a prescindere da cosa facciamo noi nel nostro piccolo.

Da qui mi affacciai ad uno scenario più vicino a me.

La mia famiglia, alcune generazioni fa, era di alta nobiltà, caduta a picco di generazione in generazione sempre più in basso. Da entrambe le parti.
Da un lato ricchi proprietari terrieri, che hanno perso tutto con un'ondata violenta di ribellione popolare che non ha tenuto conto del comportamento dei singoli, ma dell'appartenenza alla categoria di quelli "che avevano molto".
I più sono morti, uno solo, abile a mischiarsi tra le folle, è fuggito e sopravvissuto, con un grande dolore nel cuore.
Dall'altro ceppo, una lenta decadenza interiore, ha portato a perdere tutto mediante vizi.
Dopo la decadenza, le storie sono diventate pervase da ondate di violenza.
Il problema non era materiale, ma un qualcosa che logorava nella carne e nello spirito.
Chi aveva molto, a prescindere dalla propria etica comportamentale, ogni giorno, ospitava sulla propria testa, una nuvola di ingiurie, maledizioni, dovute a sofferenze di chi soffriva per le fatiche del lavoro, a ritorno a casa litigava con i familiari, e compiva brutti gesti, non avendo avuto il tempo di coltivare la comprensione delle proprie azioni. La testa con la nuvola nera, ovviamente, non aveva un nome, ma un cognome, o l'appartenenza ad una categoria più grande.
La nuvola, con il tempo, sarebbe iniziata a discendere, a cambiare forma e a diventare materia.


Oggi...
Io vivo in Occidente.
Come i pochi che leggeranno questo scritto.
Ho un telefono prodotto in una fabbrica, in cui le persone lavorano ogni giorno per ore e ore per una miseria, dall'altra parte del mondo. Non hanno il tempo di coltivare una mente ed un cuore felici. Né tanto meno un corpo che stia bene. Lo devono fare, se vogliono avere la possibilità di sopravvivere e aiutare i propri cari a fare altrettanto.
Ho del tempo per me, dei vestiti, 3 pasti quotidiani, un posto in cui vivere.
Ho l'acqua tutti i giorni a mia disposizione.

Oggi
Io, come voi, ho sulla mia testa una nuvola nera...
Non avendo ancora finito di nutrirmi della pioggia di veleno, di quella che ha avvolto i miei antenati.

Il famoso barattolo di vetro, sporco, nel quale vive un occidentale

- E' la sofferenza di tutti coloro che ogni giorno vanno a lavorare per guadagnare un euro, da qualcosa che noi acquistiamo per 80, qualcuno anche molto di più.
- E' la sofferenza di un pianeta che non riesce a trovare una comunicazione con noi che non sia un'urto.
- Sono coloro che muoiono e vedono morire i propri cari a causa delle guerre, esportate dal colonialismo europeo ancora in atto. E noi... siamo europei.
- Sono coloro che si inginocchiano di fronte a delle parole che negano la dignità umana.

L'elenco potrebbe andare avanti per molto, ma ad ognuno le proprie conclusioni.

Ovunque io mi trovi, io sono parte di "quelli fortunati".
Non importa cosa io faccia nella mia vita e come viva.
Sono parte di un meccanismo sporco, per "posizione".

Siamo tutti collegati, e la sofferenza di ogni singolo essere umano risuona in tutti i cuori, consapevoli o meno.

Ora, possiamo anche occuparci di risolvere i nostri piccoli problemi quotidiani dentro e fuori...
Ma... il famoso risveglio, di cui tanto si parla, non serve ad altro che per attivarci per cambiare queste realtà, nella consapevolezza che ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa.

Se pulisci il tuo barattolo, puoi stare bene per un po'.

Se si rompe il "grande barattolo comune", puoi essere felice.

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