mercoledì 21 febbraio 2018

Cartomanzia...

Quanto è grande il ruolo dell'immaginazione... prima di entrare dentro ad una realtà, prima di vivere qualcosa, si è in uno stato misto di fantasia ed osservazione... un'osservazione priva di verifica. Quando si entra all'interno di una realtà, piano piano questa può inghiottire fino ad accrescere sempre più la fame della realtà vissuta, oppure, creare un'immaginazione ancora più viva, come quando si è troppo vicini ad un qualcosa, per vederla per intera, nella sua totalità.
Le carte... sono distanti dal prima di entrare a contatto con una realtà, e dallo stato in cui si è quando si è dentro alla realtà.
Si collocano in quel sottile distacco dalla fantasia e dalla realtà, che difficilmente siamo in grado di vivere.
Anche quanto è "oggettivo" è a volte fantasia...un raccontarsela.
Anche quanto è "fantasia" in fondo ha tratti di verità.
Le carte, sono su quella riga sottile sottile, e onnicomprensiva allo stesso tempo, su cui una mente umana difficilmente si sofferma per più di qualche istante. 

venerdì 22 dicembre 2017

Il Mondo - Tarocchi

Molto spesso mi è capitato di leggere su vari siti internet e su alcuni testi cartacei un significato a mio avviso troppo approssimativo della carta del Mondo.
Su per giù suona come "sì, tutto perfetto, e vissero felici e contenti ecc".
Non è assolutamente così.
Come qualsiasi Arcano dei Tarocchi (che sono 78 e non 22), non può essere ridotta ad un semplice "positivo o negativo" in quanto i Tarocchi formulano un vero e proprio discorso, con tanto di dettagliata spiegazione delle situazioni, che gradualmente ognuno apprende ad interpretare proprio come se fosse un testo scritto in una lingua più o meno conosciuta.

Questa carta, come le altre, varia di significato in base:
- a quelle che la circondano
- alla domanda
- a chi è il consultante (uomo o donna).

- Se una donna chiede "tornerò insieme a questa persona?", la carta del Mondo, sopratutto se accompagnata da un 2 di coppe, significa "avrete un chiarimento, un confronto di cui tu (figura al centro della carta) hai bisogno". Il resto del discorso è formulato dalle altre carte. Di per sé, non è un sì e non è neanche un no.
- Nel caso di una donna che chiede riguardo ad un'altra donna, è una risposta più vicina ad un sì, rispetto alla domanda fatta riguardo ad un uomo, in quanto una figura maschile di per sé nella carta del Mondo non c'è.
- Se un uomo formula la stessa domanda riguardo ad una donna, essendo la figura rappresentata sulla carta femminile, accostata al significato filosofico di base, la risposta sarà "incontrerai un'altra persona" , dopo di che, se è la carta finale di una stesa è anche possibile che il ritorno ci sia al termine di un'intero ciclo di esperienze significative a livello relazionale per il consultante (può addirittura nel frattempo avere una figlia con un'altra persona), ma se poi c'è un 10 di spade, è proprio un "no" secco con tanto di motivazione.
- Nelle domande riguardanti una relazione in atto, può indicare la nascita (non gravidanza con un forse, ma nascita) di una figlia (femmina), sopratutto se confermato da un fante di coppe, un 9 di coppe e carte che lo specificano.
Ovviamente questa stessa attenzione va applicata a tutte le domande, ma queste sono le più frequenti con cui l'ho incontrata negli anni, in quelle relative alle questioni lavorative ed economiche non mi è mai capitata.
Ulteriori dettagli sono dati dalla specifica carta del Mondo che avete (disegno, movimento di colore e di figure che crea con le carte vicine).

Come potete vedere non è magia, ma semplice studio, pratica e osservazione.
Ovviamente sono solo alcuni dei tanti significati che questa carta può avere, ma ho trovato utile condividerli.

lunedì 27 novembre 2017

Piccolo esercizio di pulizia del corpo emozionale

Nella vita di tutti i giorni, un rituale non è una candela accesa, non è qualche santino e neanche una preghiera.
E' un rituale anche ogni azione inconsapevole, che si prende per scontato che vada fatta ad una certa ora, in un determinato modo, o per un determinato motivo, magari anche ogni giorno.
E' rituale un pranzo o una cena per alcune famiglie.
E' rituale la sveglia alle 5, alle 6 o alle 8.
E' rituale l'azione che porta allo sviluppo di un malessere.
Lo spezzare le azioni abitudinarie, inconsapevoli, rendendole scelte consapevoli, utilizzando così il proprio tempo, ci dà energia.
Purtroppo... sono rituali anche le violenze tacite in alcune famiglie. E' rituale che ad una certa azione ne corrispondano determinate altre. E' scontato...normale...ovvio.
Questi ultimi rituali, a distanza di anni, quando terminano finalmente, lasciano scorie. Poi gradualmente il ricordo svanisce...ma non è proprio così, semplicemente è coperto da uno strato di polvere e sottilmente può iniziare a guidare una persona a delle azioni inconsapevoli, a paure apparentemente irrazionali... a rovinarsi ogni giorno la vita con le proprie mani, perché tutti i complici, proprio tutti (coloro che hanno agito, coloro che sapevano ma non hanno fatto nulla, coloro che hanno stimolato e così via), forse hanno cessato la propria azione esterna grazie ad una sua decisione, ma continuano a vivere dentro di lui sotto forma di pensieri, emozioni, paure...
Se si cessa di ascoltarli sotto questa forma, osservandoli, questi continuano a parlare mediante azioni inconsapevoli, ma azioni che tolgono energia.
Su un libricino sul Reiki ho trovato questo piccolo esercizio, ossia, rituale inverso e ve lo propongo.
Si trova su un libro Reiki in quanto questa pratica sblocca emozioni anche del passato, rendendoci consapevoli dei contenuti rimossi dalla coscienza che si sono ormai trasformati in corpo (somatizzazioni).
Se avete un brutto ricordo, o un'emozione che ne ha alla base uno, potreste decidere di prendervi del tempo per voi stessi, e iniziare a scrivere su dei fogli di carta tutto quello che sentite, che vi passa per la mente, senza curarvi della grammatica, della forma, che sia "presentabile". Proprio tutto. Potreste accorgervi che sul foglio inizia a comparire molto più di quanto vi aspettavate...Stare con un'emozione sgradevole non è semplice. Il foglio di carta diventa così una manifestazione fisica di quell'emozione, di quel ricordo, in quell'essenza, base di un qualcosa che turba il presente. Guardando, leggendo, vi potrebbero venire in mente sempre più cose. Può essere dedicato ad una situazione o ad una persona.
Quando sentirete che è completo, quando sentirete che siete pronti per liberarvene, potete fare il gesto fisico di bruciarlo.
Bruciando quel foglio, potreste alleggerire il vostro corpo emozionale. I fogli ovviamente possono diventare tanti nel tempo...e anche le ceneri.
(Non bruciate casa)

venerdì 3 novembre 2017

Cartomanzia a se stessi

Spesso si dice che non si dovrebbero fare le carte a se stessi, perché si è eccessivamente coinvolti in una situazione. Per un lungo periodo sono stata d'accordo con questa visione. Poi, ho imparato ad accettare la verità, ad abbandonare le aspettative. Oggi, fare le carte a me stessa mi aiuta ad osservare i miei limiti nella comprensione della realtà di tutti i giorni, a maturare nella comprensione della diversità di linguaggi che costituisce il velo del "prendere per scontato che..." inavvertitamente.
Fare le carte a me stessa, come strumento meditativo, mi ha insegnato a non prendere nulla per scontato.
Tuttavia per fare le carte a se stessi è necessario acquisire l'umiltà di accettare di aver sbagliato la propria valutazione "immediata" della realtà.
La sensitività non esime nessuno dall'essere un essere umano che in alcuni frangenti della sua vita proietta sulla realtà le proprie opinioni (ereditate inconsciamente) e le proprie aspettative.
Osservarle è utile per liberarsene.

venerdì 8 settembre 2017

Precisazione sulla cartomanzia.

Una piccola precisazione.
La cartomanzia è una tecnica di divinazione che prevede l'utilizzo di carte (che possono essere varie: tarocchi, sibille, carte napoletane, esistono moltissimi mazzi, e anche solo i diversi mazzi di Tarocchi presentano notevoli differenze tra loro).
Ogni cartomante, non essendo un semplice ingranaggio di un meccanismo, può scegliere se sviluppare maggiormente un tipo di lettura piuttosto che un altro, e utilizzare tutta la propria persona e la propria creatività (le stese non sono tutte da manuale, ognuno con l'esperienza matura un qualcosa di personale).
Leggere le carte non è un dono: è passione per un qualcosa, intuito e tanto studio. Essere cartomante è anche un percorso di vita, un crescere assieme alle carte. Anche quando c'è una predisposizione, va coltivata, proprio come se si hanno dei semi, non si può dire che si hanno tra le mani già delle piante.
E' un'arte.
Quindi diffiderei di chi vi dice che non ha mai studiato nulla, non ha fatto nessun percorso, ha aperto le carte e all'istante ci ha capito tutto la prima volta. Sì l'incontro con le carte può essere anche positivo e si può apprendere in fretta, ma ci si deve sempre mettere qualcosa di proprio, e nessuno che effettivamente sappia praticare bene quest'arte si è fermato a quel primo approccio.
Una cartomante/ un cartomante non è un ritualista/mago/stregone. E' un cartomante.
Il resto può essere un altro percorso, un'altra cosa che decide di fare nella propria vita, ma sono due cose separate.
Un cartomante può essere di qualsiasi religione.

martedì 29 agosto 2017

Ruota della fortuna nelle questioni affettive, approfondimento

Attualmente una persona potrebbe avere la sensazione di forte staticità. Tuttavia con la ruota della fortuna è in arrivo un cambiamento, la vita personale promette di essere trasformata, e non v'è alcuna necessità di fare sforzi particolari per ottenere la fortuna che preannuncia questa carta. Tutto succederà da sè, quando arriverà il momento e semplicemente perché il consultante sarà al momento giusto nel posto giusto. Un aspetto importante di questa carta è la fedeltà dell'individuo a se stesso. Un altro aspetto importante della carta è il rifiuto dell'influenza e del controllo, la fiducia nel corso degli eventi. Ciò vale sia per le persone solitarie, sia per coloro che vogliono trasformare in qualche modo una relazione esistente. La Ruota della Fortuna insegna che in ogni rapporto profondo ci sono dei momenti di di cambiamenti ciclici, degli alti e bassi che non devono spaventare. L'onda va e viene. Basta poco e ci sono riconciliazioni in caso di eventuali crisi. Tutto torna alla normalità. Sulla Ruota della Fortuna ci può essere una "relazione karmica" o relazione, secondo la quale siamo in grado di dire: "E 'il destino!" (il che non garantisce una felicità senza nubi e non esclude un risultato molto drammatico). In questo caso la persona non si sente "libera" (vale a dire, non ha potere sui suoi sentimenti). La comunicazione diventa "fatale". Questo uomo/donna ha la sensazione di non potersi opporre a questa forza. Tali incontri sono inevitabili.  La Ruota della Fortuna insegna che nella vita "guarda caso", le persone sono nel posto giusto al momento giusto, ed "è successo", anche se i piani erano diversi. Controllare qualcosa in queste situazioni probabilmente non è possibile. Una persona non è sempre in grado di capire cosa sia buono per lei e cosa non lo è. A volte soffre del fatto che qualcosa non è stato realizzato come aveva immaginato. Ma in realtà, ciò che le succede è un dono del destino e sviluppa in modo ottimale le fondamenta profonde del suo essere e le condizioni di crescita personale migliori.
A volte indica la ripetizione costante di un comportamento, ritornando al proprio punto di partenza. In questo caso, la ruota della fortuna porta a realizzare alcuni modelli di comportamento nelle relazioni con gli altri, e nel caso migliore, se lo indicano le carte vicine. capire le cause di alcuni errori, le origini del dolore, la natura delle barriere. Questo è un dono prezioso. È grazie a questo che un/a uomo/donna riesce a volte a "cambiare il proprio destino", a correggere qualcosa, a fare qualcosa di diverso.

(Tarocchi classici - scarabeo - Astra)

martedì 8 agosto 2017

Reiki alle piante nei vasi

In questi giorni ho fatto l'esperienza di trattare altre 3 piante, stavolta nei rispettivi vasi: 2 gerani e una kalanchoe blossfeldiana. I primi due quasi completamente morti, la terza molto sofferente (presa all'Ikea di Porta di Roma a 80 centesimi, all'angolo delle occasioni...se vi capita, potete adottarne qualcuna, sono piante che in quanto danneggiate saranno buttate, ma volendo sono recuperabili).

Esperienza molto bella e con tante soddisfazioni.

Ho iniziato trattando il Geranio che mi sembrava avere più possibilità di sopravvivenza.
Per prima cosa, ho messo le mani sui lati del vaso, in modo da trasmettere energia alle radici. Inizialmente ghiacciato, piano piano ha iniziato a scaldarsi. Poi, ho trattato da sopra il terreno e una parte dello stelo. A questo punto la mia attenzione ha iniziato a cadere sui vari aggiustamenti da fare: i fiori secchi da togliere, le foglie da pulire, al che ho fatto quanto richiesto visibilmente dalla pianta.
Ho quindi trattato le diramazioni principali e quando ho tolto le mani, i rami originariamente secchi e completamente grigi, hanno iniziato a presentare una sfumatura verde. Questo con un solo trattamento, osserverò le evoluzioni con i successivi trattamenti.

Il secondo Geranio sembrava più secco: aveva solo due piccole foglioline, una verde e una gialla. Lo stelo era grigio e secco, parte delle radici era fuori dal vaso, per cui ho iniziato un pochino scoraggiata.
Ho proceduto con la stessa modalità, con la differenza che questo Geranio aveva in sé parecchia rabbia. Non mi aspettavo di trovare un'emozione così intensa all'interno di una pianta. Anche questa pianta a fine trattamento aveva ripreso sullo stelo un colorito verde. Ho aggiunto del terreno per coprire le radici, le ho dato l'acqua di cui aveva bisogno e anche con lei, dopo il miglioramento a vista d'occhio, sono in attesa di vedere le successive evoluzioni.

La terza pianta, che aveva tanti fiori e foglie è stata trattata allo stesso modo, con la differenza che la mia attenzione visiva è stata guidata sui piccoli boccioli secchi (da togliere) che erano nascosti dai fiori grandi vivi, che si piegavano in giù su se stessi. Lei a fine trattamento e dopo aver ricevuto le dovute cure si è ritirata su, sempre nel giro di  40 minuti.

Inutile evidenziare come l'operazione derivante dal trattamento eseguita sulle piante, insegni a fare altrettanto nella propria mente.