sabato 10 giugno 2017

Tarocchi e trasformazione

I Tarocchi sono uno strumento di introspezione che può essere di stimolo per cambiare le abitudini che conducono ad una determinata realtà.
La panoramica che offrono è completa: non c'è più il piccolo spazietto della realtà che spesso ricopre la vista. C'è tutto. Proprio ogni singolo elemento.
Non servono per capire come andrà una storia d'amore. L'amore va vissuto.
Possono servire però a comprendere gli schemi comportamentali che si tendono ad adottare entrando in relazione con qualcuno: se  sembra che quello che  viene detto è un qualcosa che è stato già vissuto una o più volte nel corso della vita, c'è un problema alla radice. Non è la persona sbagliata, non capitano sempre le stesse cose per una fatalità. C'è qualcosa da rivedere nel modo di vivere. Si può chiedere come mai questo accade ad esempio, cercare le cause e cosa può aiutare a risolvere la situazione.
Qualche volta le risposte che riguardano la sfera affettiva e quella lavorativa presentano le stesse aree critiche, le stesse debolezze che possono essere ribaltate.
Ma se non si vuole fare alcun cambiamento nella propria vita, interrogare gli Arcani serve a poco.
Avere una conferma di come andranno le cose e dire un giorno che qualcuno lo aveva predetto è di dubbia utilità.
Il passaggio da un responso fatalista ad una lettura nell'ottica di trasformare la qualità della vita è fondamentale. Richiede da parte di chi fa delle domande ascolto, riflessione, osservazione della realtà quotidiana e solo successivamente presentazione di altre eventuali domande in merito ad una situazione.
E' inutile rifare domande nella speranza che il responso cambi.
Non accadrà, per il semplice fatto che non è sufficiente il tempo della domanda per cambiare le cause degli effetti che si vedono nella quotidianità. Per fare questo è necessario cambiare alcune idee di fondo.
Con i Tarocchi si può rintracciare di cosa si tratti.
Da lì in avanti è richiesto l'impegno di chi riceve la risposta.
Forse tra le aree critiche c'è proprio il cercare qualcuno che risolva il problema al proprio posto.
Ma questo non è possibile. 
Vale in questo ambito come in qualsiasi altro.

mercoledì 3 maggio 2017

Tarocchi - La Morte

La Morte è come sappiamo una carta che indica la fine di un qualcosa che fa spazio a qualcosa di nuovo.
Nelle letture, quindi, è la fine di un ciclo, una fase, un'abitudine, un modo di vivere qualsiasi cosa: una relazione, un lavoro, un'esperienza. Il seguito è un qualcosa che è a discrezione dell'individuo.
Cosa c'è dopo? Le carte successive possono dare un indizio...
Ma cosa c'è dopo se è la carta che rappresenta il futuro?
Spesso spaventa, mette in crisi, in quanto porta a raccogliere i frutti dell'esperienza per poi avviarsi verso un qualcosa di ignoto.
Questa Morte si può vedere come una fase del respiro...
Il respiro può essere mentalmente scisso in inspirazione ed espirazione, oppure, si può esercitare una percezione morbida del respiro come una sequenza "circolare" e non come "due linee" distinte.
Allo stesso modo l'archetipo rappresentato dalla Morte può essere vissuto come una trasformazione di "scissione", oppure di "continuità" con il passato mediante un'integrazione con un futuro in una forma differente, come un'evoluzione di un qualcosa che assume forme diverse con il tempo.
Sta al soggetto "esercitare" questo archetipo, sperimentare i diversi modi che ha per accogliere questa trasformazione.

Tarocchi - il Giudizio

La carta del Giudizio é visibilmente divisa in due parti: in basso il passato, in alto il futuro. Al centro? Sta a noi comprendere il confine tra i due momenti.
Qualcosa di nuovo si sta facendo spazio in mezzo alle nuvole. La vita, il destino, una nuova consapevolezza si affacciano alla coscienza.
Un ricordo assopito, un passato '' morto e sepolto'' si presenta come paura del futuro.
Questa carta ci invita a fare questa importante distinzione, a ripulire le percezioni.
Il presente non può essere uguale al passato.
Al massimo può esserlo lo sguardo dello spettatore...

sabato 22 aprile 2017

Imprevedibilità ed equilibrio - Reiki

Forse... Non esiste sulla Terra un essere vivente uguale ad un altro.
Un essere umano... È sempre profondamente diverso da tutti gli altri. Il modo per raggiungere il benessere varia, per cui, gli effetti del reiki sono in parte imprevedibili.
Cosa significa concretamente?
Una persona può avere una tendenza sistematica ad escludere dalla propria sfera percettiva il dolore, accettando e dando spazio solo alle sensazioni piacevoli, esperimendo coscientemente ironia, risata, gioco, allegria.
Un'altra invece può avere l'abitudine a manifestare solo emozioni negative, un portamento severo, austero, sempre pronta ad arrabbiarsi, piangere, lamentarsi.
La prima persona a fine trattamento o a distanza di poche ore potrebbe veder affiorare alla mente alcune immagini tristi rimosse, alcuni dispiaceri ignoranti, soffocati e avere uno sfogo di pianto.
La seconda invece inizierebbe a ridere, scherzare, vedere tutti gli aspetti allegri della vita che di solito rimuove.
Entrambe avranno ristabilito l'equilibrio tra i due poli opposti e complementari dentro di sé. Avranno vissuto la pienezza del proprio essere.
Allo stesso modo, qualcuno può avere bloccato nella gola un 'ti voglio bene' oppure un 'vai a quel paese'. In entrambi i casi avrà male alla gola, ma quello che ne uscirà successivamente può variare.
Un po' come se un bambino si strozza con un qualcosa... Durante la desostruzione può uscir fuori una caramella o addirittura un piccolo giocattolo.
La cosa certa è che poi starà bene.

venerdì 21 aprile 2017

Tarocchi - la Torre nel sistema sociale e politico

Il più delle volte i tarocchi vengono utilizzati per porre quesiti sulla vita quotidiana, sulle scelte, sull'amore, sulle questioni lavorative. Tuttavia, gli archetipi che rappresentano possono essere letti a vari livelli a seconda del quesito che si pone. Un esempio è la Torre, che può rappresentare tanti passaggi della storia che conosciamo fino ad ora: il Crollo del sistema coloniale su molti Stati del continente africano e dell'India. Il Crollo dell'Unione Sovietica. Il Crollo degli Imperi. Tutti quei sistemi studiati, 'protetti', con delle abitudini consolidate, nei quali è difficile guardare fuori dalla 'Torre', fuori dai 'recinti'. Non possiamo dire che oggi non ci siano delle Torri, create con modalità diverse. Le città stesse con uno stile di vita accelerato, poco ossigenato, distratto, sempre più distante dai paesaggi naturali, sono una delle tante Torri possibili che raggiunto il culmine della 'pressione' al loro interno, sature, un giorno potrebbero arrivare a crollare... Per un cambiamento radicale, perché della Torre sarà rimasto qualche mattone qua e là, e l'essere umano finalmente si troverà a toccare Terra. Tutte le grandi Torri della storia, una volta crollate hanno lasciato spaesamento, difficoltà a ricominciare qualcosa di nuovo, cambiamento brusco di abitudini. Se si pensa agli Stati che hanno subìto la colonizzazione, oggi, possiamo vedere la grande difficoltà di quelle popolazioni a riprendersi. Non ci si può aspettare che non ci sia uno spaesamento fuori dalla Torre nella quale viviamo ora, costruita con tanta fatica ma adatta solo ad alcune delle esigenze vitali dell'Essere Umano. Tuttavia, fuori dalla Torre c'è la Terra.
Nel proprio piccolo ognuno di noi può scegliere come e quando uscire dalla Grande Torre, oppure dare inizialmente solo un'occhiata dalla finestra, poi, decidere come gestire il proprio rapporto con essa su vari livelli...se e quando riesce a vedere, dall'interno qualche mattone del grande muro, quando sente che l' ossigeno é poco rispetto all'ampiezza del respiro... quando inizia ad avere sete di cielo e fame di Terra.

sabato 8 aprile 2017

Una Terra sotto ai piedi e un Cielo sopra alla testa... Reiki alle piante.

Un'esperienza molto bella con il Reiki è quella di trattare delle piante radicate a Terra, come ad esempio dei fiori su un prato.
Un piccolo fiore può sembrare a prima vista fragile, ma se ci si instaura un contatto energetico profondo si può sentire dall'interno quanta potenza, forza, resistenza abbia in sé. Si può apprendere qualcosa di elementare e importante allo stesso tempo. 
Ha due certezze: la Terra e il Cielo. 
Se viene calpestato, dopo un po' si rialza verso il Sole.
Percepisce ogni piccolo spostamento d'aria, il passaggio delle nuvole, l'arrivo di un temporale, il Sole con tutto il proprio essere e si prepara: si abbassa, si apre o si chiude, si avvicina ad un altro fiore o se ne allontana. Ha le percezioni amplificate in una grande apertura che non ne turba l'equilibrio...
Perché è radicato a Terra 
e tende verso il Cielo.
E noi... quanto sentiamo il Terreno sotto ai piedi, e quanto ci accorgiamo di avere un Cielo sopra alla testa?
Il fiore vive intensamente la propria giornata all'interno di queste due realtà sempre presenti anche se variabili nelle sensazioni che trasmettono.
E noi?
Se ad ogni variazione dell'ambiente ricordassimo di avere una Terra sotto ai piedi e un Cielo sopra alla testa... come ci sentiremmo?
La Terra e il Cielo nutrono l'umanità esattamente come tutti gli altri esseri viventi...
Ma l'umanità spesso se ne dimentica,
impegnata a barattare i risultati di questo processo naturale.

Ci muoviamo in mezzo a questi due spazi...
Quello che accade al centro può variare..
ma c'è una Terra sotto ai piedi
e un Cielo sopra alla testa.

Nella sensazione di perdere l'equilibrio...
abbiamo una Terra sotto ai piedi...
e un Cielo sopra alla testa...
proviamo a guardarli, a sentirli,..

a ringraziarli...

proprio come fa un fiore.

giovedì 23 marzo 2017

Il Reiki e le scorie

Nel caso di un mal di gola a cui segue la febbre, può capitare in un primo trattamento, di avere una forte sudorazione proprio mentre si tratta il collo, con la conseguente scomparsa della febbre. Proprio come con il raffreddore, c'è una fuoriuscita delle scorie sotto forma di liquidi (lacrime, sudore), qualcosa che esce fisicamente fuori dal corpo portando via i vari sintomi mano a mano che si agisce sulle cause di natura energetica. Si tratta di una stimolazione degli strumenti che il corpo ha già a disposizione per espellere i vari agenti patogeni e le scorie dei propri processi. Queste scorie, quindi, non spariscono nel nulla ma assumono un'altra forma transistoria sulla superficie del corpo, ed escono in uno dei tanti modi che il corpo ha per espellere un qualcosa, a seconda del problema fisico che ha avuto.
Per questo motivo, dopo un trattamento che lavora su un malessere fisico, è consigliabile farsi una doccia.